Padiglione Teatri

Luglio, col bene che ti voglio. Un mese di spettacoli tra Franco Parenti ed Elfo Puccini

Tu chiamale se vuoi emozioni. Anche se non vuoi, sono comunque emozioni allo stato puro quelle di Padiglione Teatri, il progetto che dal 13 al 30 luglio offre a Milano ben 58 spettacoli teatrali prodotti da 58 diverse compagnie in un unico cartellone. Emozioni che raccontano una città capitale dello spettacolo dal vivo e che, vivaddio, inserisce nella grande macchina di Expo anche la bellezza del teatro.

UN MESE DI TEATRO TRA FRANCO PARENTI ED ELFO PUCCINI

Ad animare Padiglione Teatri sono il Franco Parenti e l'Elfo Puccini. What else. Due tra le più importanti platee della città. Per dirla in una maniera assolutamente attuale, è un po' come unire Massimo Bottura e Pietro Leeman, due top chef, in due ristoranti stellati, lì pronti a preparare i loro piatti migliori.

In menu, le Ciliegie del giardino delle Nina's Drag Queen (Il giardino delle ciliegie, Franco Parenti, 14 luglio), originalissima crew en travesti che mette in scena una commedia tutta da ridere. Oppure Le note di cucina di Rodrigo Garcia (Elfo Puccini, 14 luglio), dove due uomini, illuminati dall'occhio di bue, si sfidano ai fornelli per conquistare la ragazza tanto amata.

Nina's Drag Queen in scena con Il giardino delle ciliegie

Nina's Drag Queen in scena con Il giardino delle ciliegie

Ancora, la danza di Matteo Bittante (OUT, Franco Parenti, 16 luglio), per rappresentare con il corpo gli ostacoli dei rapporti interpersonali, oppure, il giorno dopo, la Divina Commedia secondo Giobbe Covatta (La Commediola, Franco Parenti, 17 luglio).

E poi le pietanze più trasgressive, come le perversioni e i tabù del giovane Tobia Rossi (Bagnati, Elfo Puccini, mercoledì 22) o quelle più indigeste, ma che hanno riscosso già grande successo di pubblico, come i Peperoni difficili di Rosario Lisma (Elfo Puccini, venerdì 24).

In scena anche Bagnati di Tobia Rossi, regia di Manuel Regna

In scena anche Bagnati di Tobia Rossi, regia di Manuel Renga

Luglio, col bene che ti voglio, ci porta così una serie di performance da non perdere. Con una sola raccomandazione. Non al pubblico in sala, ma agli attori protagonisti. Al momento degli inchini finali, quando si chiude il sipario, sorridete a chi applaude in platea. Considerazione banale? Affatto, purtroppo. E ora, buona visione.

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