Maria Juncal, stella da flamenco

"Destemplao" emoziona la platea del Teatro Out Off e chiude in bellezza il Milanoflamencofestival

Dopo il recente show di Joaquin Cortès allo Smeraldo, il flamenco torna a stregare il pubblico milanese: dai fremiti maschili si passa alle pulsazioni femminili di Maria Juncal, un’altra diva del flamenco spagnolo, sul palco del Teatro Out Off. La prima edizione del Milanoflamencofestival si chiude con Destemplao, un allestimento di forte impatto emotivo. In quello sguardo infuocato c’è qualcosa che ricorda i paesaggi delle sue isole Canarie, in quei movimenti ripidi come una roccia lo spettatore ammutolisce.

DESTEMPLAO -
Tre quadri si sovrappongono: Amaro come la vita, dolce come l’amore, e soave come la morte. Destemplao è un canto dedicato allo scorrere della vita, con la consapevolezza che prima o poi tutto finirà. Ed è proprio il retrogusto amaro di questa consapevolezza a trovare nel flamenco il punto più alto di una dialettica tra movimento, evocazione, energia scenica. Tre voci calde e due chitarre sono lì ad accompagnare la Juncal, mentre quei cambi d’abito tra un intervallo e un altro trasformano la scena in una litografia. Lontana dal divismo e dall’autocompiacimento del suo conterraneo Cortès, Maria Juncal si concentra per ottanta minuti sull’interazione tra corpo e spazio, con l’umiltà tipica dei grandi artisti da strada.

SAPORI IBERICI -
L’atmosfera iberica continua nello spazio ristoro del Teatro Out Off, dove Francesco ci fa spiluccare tra i sapori spagnoli. Sorseggiamo una fresca sangria, e dopo una forchettata di paiella, arriva a sorpresa vestita di bianco Maria Juncal. Chiacchieramo qualche minuto e lei molto emozionata mi sussurra: “E’ la prima volta che vengo in Italia. Non mi aspettavo un’accoglienza simile. La platea milanese mi ha trasmesso tanta energia, che ho assimilato e riversato in palcoscenico”.

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