Les 4 Saisons

Una lisergica e postmoderna coreografia di Angelin Preljocaj

È di scena sul palco del Teatro degli Arcimboldi la grande danza. Così come per "Red Giselle" e "Rise and Fall", Les 4 Saisons riscuote un notevole successo. Si tratta di una coreografia ideata nel 2005 dal Maestro franco-albanese Angelin Preljocaj ed interpretata dall’eccellente corpo di ballo del Ballet Preljocaj.

Avvalendosi dell’opera musicale “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, Preljocaj porta in scena una visione lisergica del mondo in cui ad estremi momenti di gioia si alternano intensi attimi di dolore e sofferenza. Particolarmente intriganti la scenografia ed i costumi; la prima, meglio definita come “caosgrafia”, ad opera di Fabrice Hyber, vede organizzati nello spazio diversi elementi - quali una sedia, un peluche, delle nuvole di cartone, un paio di scarpe, una corda, un gigantesco grappolo d’uva o delle parrucche - che attaccati ad un filo pendono dal soffitto e che di tanto in tanto vengono gettati sul palco diventando oggetto della coreografia.

Quanto ai costumi, ideati da Preljocaj e Hyber, si opta per la scelta di colori tendenzialmente acidi e del design minimalista, come preannunciato dal primo ingresso dei 12 ballerini che danno il via alle loro movenze completamente nudi e coperti solo da un lungo mantello. Tutti i danzatori sfoggiano una sorprendente ed affascinante tecnica, mostrando movimenti molto fluidi e puliti, esaltando la loro corporeità attraverso figure e pose che ricordano l’arte circense.

In un momento in cui il mondo vive con apprensione i problemi del clima e della violazione dell’ambiente, Hyber esprime la sua opinione manifestando uno spirito postmoderno creando un'opera apparentemente folle e dall’indecifrabile significato, recuperando la tradizione musicale del passato ed unendola ad una nuova concezione di corporeità.