La forma delle cose

Roberto Castello mette in scena uno dei mondi possibili, con il teatro-danza al CRT

La Prima parte de "Il Migliore dei mondi Possibile" è andata in scena mercoledì 5 Ottobre al Teatro CRT dell'Arte.

La forma delle cose, in maniera irriverente, presenta campioni di umanità che mettono in luce una società allo sfacelo, sostenuta da un'enorme incoerenza, dove l'ossessione per l'apparenza porta la realtà verso un mondo televisivo, privo di approfondimenti e poesia.
L'assenza di scenografia e una video proiezione sullo sfondo, dove una lancetta ci ricorda il passare dei minuti, frammentano lo spettacolo in gesti che ripercorrono situazioni comuni, cariche di banalità, volutamente poco spettacolari e che mirano a simulare un presente inquietante. Attentati e guerre fanno da contorno a un quotidiano frenetico che, con ferocia, porta troppo spesso tutti noi a barattare lo stupore e la bellezza della vita con falsi miti, perfettamente incarnati dal regista, che alla fine ci mostra dei calciatori miliardari vestiti da "Superman".

Roberto Castello predilige lo studio e la sperimentazione della scena disinteressandosi della presenza del pubblico. Questa scelta interessate e coraggiosa comunque espone lo spettacolo ad un'incomunicabilità latente fino a farlo diventare a tratti incomprensibile e distante dall'emozionare, suscitando dubbi e perplessità a chi intende il teatro come un luogo dove poter sognare. Rischioso.
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