La Fabbrica dell'Uomo

Teatro d'autore, teatro di strada, danza e video installazioni dal 23 giugno al 6 luglio

Che il teatro torni agli albori, alla riscoperta della sperimentazione, su una via che dirotti il pubblico assuefatto da reality e talent show. Sì, sia benedetta la volta in cui il teatro tenta di avere il coraggio di sempre, nella sua missione di catalizzatore di idee, storie reali trasudate dalla magia del palcoscenico. Ogni tanto Milano ci prova: il festival La Fabbrica dell’Uomo, giunto già alla terza edizione, è una scommessa vinta perché è un bacino di sinergie, tra istituzioni, teatri e associazioni.

INCANTI E DISINCANTI - "Il festival prosegue l’indagine sul contemporaneo – spiega l’Assessore alla Cultura Finazzer Flory - privilegiando un punto di vista sulla complessità e la ricchezza delle diversità. All’insegna della commistione dei linguaggi e delle contaminazioni espressive La fabbrica dell’uomo spazia dal teatro alle performing arts con particolare attenzione per le videoinstallazioni". Con il sottotitolo di Incanti e disincanti, dal 23 giugno al 6 luglio la terza edizione della manifestazione si sviluppa tra teatro d’autore, teatro di strada, danza e video installazioni.

TEATRO, DANZA E VIDEO - 40 attori affrontano pagine scelte dei più grandi utopisti (Utopie Emigranti); la scena riavvicina l’Italia e la Romania (Romolus/Correct Politically Show); scempi e problematiche sociali (La donna di un tempo). Il palcoscenico diventa una strada tutta da vivere con gli Afro Jungle Jeegs, i Kamchatka e Teatro necessario. In occasione della Giornata Internazionale per le vittime di tortura, la danza si avvale della performance Modelli tagliati in carne per l'esecuzione di un soggetto. Tra le videoinstallazioni si segnala Il muro di Babele.