La Cosmetica dell'Inconscio

Un dialogo incalzante tra un personaggio inquietante e un borghese piccolo piccolo svela il nemico che è in noi. Fino al 15 novembre al Teatro Libero

Il ritmo incalzante di Lose Yourself fa da anticamera all'altrettanto incalzante dialogo che si va a rappresentare sul palcoscenico del Teatro Libero con La cosmetica del nemico.
E', quella della compagnia La Danza Immobile e del regista Corrado Accordino, la messa in scena del dialogo omonimo di Amélie Nothomb, tormentata e prolifica autrice belga.

C'E' DEL MARCIO DENTRO TE - Agli spettatori del 2007, dopo aver visto e digerito i vari Fight Club e Dottor Jekyll & Mr Hyde o aver dato la propria opinione sul delitto di Cogne e quello di Garlasco, il soggetto non sembrerà sbalorditivo. Ma se è vero che la letteratura gira da sempre intorno ai temi di amore e morte, ciò che fa la differenze è lo stile, il come se ne parla. E la recitazione, la scenografia, le scelte stilistiche della Cosmetica del Nemico 2007, valgono la pena di assistere al dramma sul nemico che è in noi.

EROS E THANATOS - Amore e morte, si era detto, eros e thanatos, per dirla alla Freud. E tanto basterebbe a spiegare perchè un uomo qualunque, un borghese come tanti, un bel giorno decida di far fuori ciò che di più caro ha al mondo, l'amata moglie. Eppure no che non basta. "...E' terribile scoprire la nullità di Dio da una parte e l’onnipotenza del nemico interiore dall’altra. Uno crede di avere sopra la testa un tiranno benevolo, e si rende conto di vivere sotto il giogo di un tiranno malvagio che si annida nelle viscere". Il nemico interiore, con una sua cosmetica, ovvero con il suo ordine, la sua legge, la sua logica: fare quel che ciò che si vuole, al di là del bene e del male, che sia uno stupro o mangiare della pappa per gatti.

MADONNE E SCOCCIATORI - Ineccepibile la recitazione di Corrado Accordino nei panni dell'inquietante, fastidioso, Textor Texel e della vittima-carnefice interpretata da Daniele Ornatelli. Splendida anche Lara Franceschetti, d'azzurro vestita come una Madonna, cheta in un angolo, finchè il dialogo dei due protagonisti non la fa rivivere, con tutte le cadute e le botte che ciò comporta. Personaggi in movimento in una scenografia ridotta all'essenziale, capace di essere aeroporto, cimitero e luogo della memoria. Ma a stupire in positivo è però l'inconsueta colonna sonora, con pezzi di Eminem e Bjork. Dà quel tocco in più a un testo di per sè affascinante, che davvero, pur nella sua straordinarietà, tocca ognuno di noi.