Jekyll & Hyde: si può dividere il bene dal male?

Giò di Tonno in un musical dove l'amore per la verità ha conseguenze estreme

Al Teatro CiakWebank.it - Fabbrica del Vapore fino al 30 marzo è di scena un conflitto, una guerra totale, senza esclusione di colpi: il bene contro il male. Sono così scissi e ben identificabili? La risposta, tuttaltro che a lieto fine, è affidata al musical Jekyll & Hyde, con la regia di Federica Ferrauto e Valeria Bafile e la splendida performance - canora e attoriale - di Giò di Tonno, recente trionfatore del Festival di San Remo. Il Dottor Jekyll è disposto a pagare sulla propria pelle le conseguenze di una drastica scelta: quella di usare il proprio corpo come cavia per un esperimento per dividere il bene dal male. "Ho iniziato tutto questo da solo e da solo lo finirò. Non posso nascondermi dalla verità", canta nel primo tempo.

UN MUSICAL SUGGESTIVO E COMPLESSO - Giò di Tonno domina i registri vocali, entra ed esce dai personaggi: Jekyll, tanto dolce, sensibile e melodico; Hide, aggressivo, graffiante, sgraziato, con una voce da vero rocker che aggredisce le note.I costumi molto curati fanno rivivere una Londra vittoriana accennata in una scenografia essenziale che ben valorizza le psicologie dei personaggi, messi a nudo nei loro impeti di dolcezza e aggressività ferina e omicida. Ingenuità e onestà intellettuale si celano in Lucy Harris - la bravissima Simona Molinari - contrapposta a colei che Jekyll ama, la dolce Emma Carew, interpetata da Ilaria Deangelis. Le luci ben calibrate esaltano il labile confine fra moralismo borghese e crudeltà che, seppur fine a se stessa, stana a volte le ipocrisie di una società basata sulla facade. Liriche intense, testi non banali e accordi dissonanti per un'atmosfera ambigua, oscura ma ricca di grandi impeti. Un musical non di facile presa ma di grande suggestione, grazie alla professionalità e al talento del protagonista, delle due attrici e della Compagnia del Teatro Stabile d'Abruzzo.