Il teatro va in fabbrica?

La scommessa del comune di Sesto San Giovanni e del Teatro dei Filodrammatici: nasce il MIL e il palcoscenico cerca una nuova location

IL TEATRO E LA CRISI - La crisi del Teatro è un'ombra che non ci lascia mai. Ci sono alti e bassi, ci sono riprese confortanti al botteghino, ma il conto bisogna farlo interrogando lo spettatore. Sì, perché è lui che ha ancora il coltello dalla parte del manico, pronto a decidere per quello o l'altro spettacolo. Tuttavia, non è sempre il titolo o il grande nome in cartellone a farla da padrone. Rispetto alle altre realtà italiane, Milano si sforza di osare non solo in ambito di programmazione, ma anche per ciò che concerne la location. A metterci la pulce nell'orecchio è lo spettatore, con mano pronta al portafoglio: a cinque anni dall'introduzione dell'Euro, i prezzi dei biglietti e abbonamenti sono raddoppiati. Tuttavia, questa potrebbe essere la solita ovvietà. E se il cambio di location fosse uno stimolo?

CAMBIO DI LOCATION: MIL - Non dimentichiamo che un allestimento teatrale può invertire rotta, seguire lo spettatore tra una pietanza e l'altra al ristorante o nel locale sotto casa all'ora dell'aperitivo. Una timida ciurma di attori può saltar fuori persino durante una mostra di pittura, e far dialogare senza preavviso diverse forme d’arte. Il 26 gennaio prossimo il teatro fa le valigie e si trasferisce in fabbrica. Infatti, nell'area dei magazzini dell'ex Breda di Sesto San Giovanni, si inaugura il nuovo spazio polifunzionale MIL (Museo dell'Industria e del Lavoro), che ospiterà  una sala teatrale, un caffè wine bar con spettacoli dal vivo e un'area da 2000 posti per spettacoli all’aperto.

DIALOGHI CULTURALI - Se mezzo secolo fa avessimo detto agli operai delle fabbriche sestesi che un giorno quell'area sarebbe stata presa in prestito da registi e attori, ci avrebbero guardato come alieni. Dove prima c'erano catene di montaggio, macchine in movimento, treni carichi di acciaio, adesso ci saranno scenografie, riflettori, sottofondi musicali, movimenti attoriali. Sentendo il parere del primo cittadino di Sesto San Giovanni ci vien da chiedere se gli operai avevano già visto lontano. "Gli operai, al governo della nostra città per tanti anni- ci tiene a ribadire il sindaco Giorgio Oldrini -  hanno sempre saputo che la cultura, la capacità di leggere il proprio mondo e i cambiamenti che vi avvengono, è fondamentale per creare una comunità che si riconosca in valori comuni, al di là di tutte le differenze". La programmazione è affidata al Teatro Filodrammatici di Milano, che continua il suo percorso, trovando nuove traiettore per una nuova vitalità. Aprire un nuovo teatro oggi non è forse una pazzia? "È sicuramente una pazzia, ma è anche una scommessa ricca di suggestioni che condivideremo con la città di Sesto attraverso un progetto pluriennale che spazia dal teatro, alla musica, ai laboratori e corsi di formazione", ci dice con orgoglio il direttore artistico del teatro milanese Emilio Russo. Il programma delle attività è promettente e i prezzi vengono incontro alle tasche del pubblico: l'abbonamento ad otto spettacoli costa 56 euro, mentre gli studenti hanno il prezzo agevolato di 6 euro. Inizia la grande sfida culturale, di contenuti e strutture, di un teatro che traccia un legame con l'hinterland, per lasciarci una provocazione: spesso l'innovazione parte dalla provincia.