Il giardino dei ciliegi

Il giardino come specchio della vita sul palcoscenico dell'Elfo fino al 3 dicembre

UN CLASSICO DI CECHOV - La scena si apre con l'attesa di un arrivo e si chiude, ciclicamente, con una partenza; Il giardino dei ciliegi, in scena al Teatro Elfo fino al 3 dicembre per la regia di Ferdinando Bruni, racconta un'estate trascorsa nella casa d'infanzia, in un mondo disincantato che non esiste più ed è memoria e ricordo delle giornate al sole vicino al fiume.
Gli abiti alla moda parigina, il fumo, l'amore ed il dolore per la morte precoce sono i segni che la vita lascia sulle cortecce di un giardino di ciliegi: la più bella tenuta della Russia che adesso va in malora. I giovani e i vecchi, gli adulti innamorati, il sapore della tradizione e la speranza di un mondo nuovo a Mosca o a Parigi sono gli spunti delle chiacchiere da salotto e lo stratagemma per mettere a nudo il volto di una società che cambia. I servi non sono più servi ed i padroni non sono capaci di decidere.  In un'atmosfera ironica e drammatica gli attori si muovono sulla scena rappresentando un testo classico decisamente attuale.

LA STANZA E IL GIARDINO - La stanza d'infanzia, come una culla protetta e chiusa, è l'unico ambiente scenico, che vive il ciclo delle stagioni, del giorno e della notte, delle tragedie e delle notti insonni, della baraonda dell'ultima festa nella casa paterna. Mai un'immagine del giardino sul palco; questo luogo si realizza nella fantasia dello spettatore: la strada bianca tra gli alberi, i fiori profumati, le ciliegie mature, la luce che illumina la stanza dalla finestra sono istantanee che Cechov scatta con i racconti dei personaggi. Nel cast ci sono Elena Russo Arman, Angelica Leo, Luca Toracca, Vittorio Attene, Cristina Crippa, Alessandro Genovesi, Corinna Agustoni, Fabiano Fantini e Alessandro Federico.