Hippie Hippie Hair

Rivisitazione in chiave rock (grazie ad Elisa) del musical vecchio di 40 anni, ma eternamente giovane

A quarant'anni dall'autunno caldo del 1968 italiano e da quello hippie americano, arriva questo Hair rivisitato negli arrangiamenti musicali dalla cantante Elisa, ormai di casa a San Francisco che dice di essersi ispirata ai Doors per il suo lavoro di direttrice musicale dello spettacolo, al Teatro Smeraldo fino al 20 aprile.

1968 - Era il 29 aprile 1968 quando Hair andò per la prima volta in scena in un piccolo teatro di Broadway e lo show italiano parte proprio da lì: su un telo viene proiettata un'intervista a Gerome Ragni, uno dei papà di Hair. Spiega com'era davvero la New York di quei giorni. Come dire: lo spettacolo che state per vedere è ispirato a fatti realmente accaduti. Gli hippie, quelli che "fate l'amore, non fate la guerra", la libertà di sperimentare droghe e sesso, in nome dell'amore universale: tutto vero.

LA MUSICA, GLI ATTORI - Il cast si presenta compatto su un palco spoglio, occupato dalla band che suonerà live i brani del musical, con chitarra, basso e batteria. E' la novità voluta da Elisa, ma attenzione, perchè se nel primo tempo le note rock dominano, nel secondo c'è anche spazio per l'elettronica e per un momento acustico. Intanto le luci colorano il bianco dei costumi degli attori, che si presentano al pubblico, come da copione: Berger (il convincente Attilio Fontana: ve lo ricordate nei Ragazzi Italiani?), Claude Bukowski (Gianluca Merolli, una voce forte e chiara), Sheila (la tedesca Bianca Arndt). Il cast è decisamente internazionale, con prevalenza americana però).

BRUCI LA BANDIERA - Claude è il giovane che riceve la fatidica cartolina dal Presidente, "onorato" di spedirlo al fronte vietnamita. Claude brucerà la sua cartolina, a costo di lasciare tutto e partire per il Canada, evitando così 5 anni di carcare? Nel primo tempo, la storia raccontata ci porta fin qui, ma è nel secondo che le emozioni sono chiamate all'appello dalle note. Gli attori ora sono in abiti "d'epoca", le immagini che scorrono su veli trasparenti sono quelle di Full Metal Jacket: baby questa è la guerra, questa è la morte. E quando si saprà se Claude quella cartolina l'ha bruciata o no, ad andare a fuoco sarà la bandiera americana, intanto viene mostrata l'immagine delle bare dei soldati americane di  ritorno dall'Afghanistan. Risuona Let the Sunshine

ROCK - La moda della prossima estate vira verso l'hyppie style. Il 1968 era ieri, oggi si dice sia l'epoca del post - moderno, tutto viene rivisitato in un melting-pot di temi e linguaggi.  Ieri c'era il Vietnam, oggi c'è l'Iran, l'Afghanistan, domani chissà. Hair è voglia di colori, di sole, di vita, di musica contro l'asfissia dei meschini. Questo è molto rock, Elisa l'ha capito e ha tirato fuori questo Hair.