Gli ultimi saranno gli ultimi

Trasformismo da tragicommedia per Paola Cortellesi al Ciak fino al 4 febbraio

GLI ULTIMI - Paola Cortellesi ha una faccia pulita ed intelligente. Quando la incontri in televisione o a teatro non resti mai deluso, perché è sempre capace di andare oltre le aspettative. A teatro però la sfida è sempre complicata, perché  gli spettatori hanno una doppia anima: c'è chi vuole divertirsi o chi vuole riflettere. Per farla breve, puro divertissement o un dosaggio equo di entrambe le formule? Gli ultimi saranno i primi, ritorna a Milano al Teatro Ciak, continuando a pareggiare i successi di botteghino.

GIOSTRA DI IDENTITA' - Una giostra di personaggi che la Cortellesi interpreta a carte scoperte, sul filo sottile della drammaticità, che si dipana sulla risata. Risata riflessiva, quella che poi ti lascia l'amaro in bocca. A teatro di questi tempi il trasformismo va di moda, a volte banalizzato dalla febbre da tubo Catodico. Le regole del gioco cambiano, se il trasformismo serve per cucirsi addosso una tragicommedia, dove al centro c’è un'operaia incinta che si trova disoccupata alla vigilia del parto.

FORMULA VINCENTE - Il testo di Massimiliano Bruno sembra un ritaglio della cronaca dei giorni nostri, che con la regia minimalista ed efficiente del duo Solari-Andretti si guadagna l'ampio consenso del pubblico del Ciak. Applausi meritati. La Cortellesi alterna momenti di dolcezza, sincerità, amarezza, in questa girandola di ritratti: dalla poliziotta provinciale alla donna delle pulizie, da uno spietato manager ad un transessuale vispo. Il rebus ha la sua soluzione: "Gli ultimi saranno gli ultimi".
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