Giselle Rossa

Agli Arcimboldi una superba interpretazione della coreografia di Boris Eifman

Emozionate. Splendido. Non facevo altro che pensare questo mentre assistevo allo spettacolo Giselle Rossa, opera del coreografo russo Borif Eifman, la compagnia del quale si è esibita al Teatro degli Arcimboldi.

Perchè Giselle Rossa? Perchè narra la storia di una giovane ballerina, magistralmente interpretata da Vera Arbuzova, del balletto Imperiale Russo, travolta dalla Rivoluzione e dalla struggente passione per un agente della Cheka, la polizia segreta. Ballerina, questo il nome della protagonista, in disaccordo con gli eccessi della rivoluzione, decide di abbandonare la Russia e trovare rifugio a Parigi, dove danzerà per l'Opera. Si innamora del suo partner ma l'amore non è corrisposto perché lui è omosessuale. Come Giselle, perderà la ragione e perirà a causa delle innumerevoli sofferenze.

Come dichiarato da Boris Eifman, il balletto è un tributo a Olga Spessivtseva, una grande artista alla quale si attribuisce una delle migliori interpretazioni di Giselle. La splendida carriera della ballerina non ha avuto però un lungo seguito giacchè ha dovuto trascorrere gli ultimi 20 anni della sua vita in una clinica psichiatrica negli Stati Uniti.

In molti non hanno voluto perdere l'unica data di Giselle Rossa agli Arcimboldi; fra gli ospiti è presente l'etoile della Scala di Milano, Roberto Bolle, "assalito" da tante piccole sognatrici che non vedono l'ora di avere il suo autografo.
Si abbassano le luci, si apre il sipario ed inizia lo spettacolo. Bastano pochi minuti per capire che si sta per assistere ad un grande balletto. La Arbuzova, non solo è una grande ballerina, perfettamente padrona del suo corpo, ma è anche un'ottima attrice. Non posso far altro che reagire con empatia alle sue passioni: se Ballerina è felice lo sono anch'io e così se è triste, mi immedesimo persino nella sua follia (non che io sia una matta!). Quasi mi vengono i brividi a ripensarci.

Molto belli i costumi e le scenografie. Particolarmente interessanti quelle in cui entra la polizia o in cui Ballerina è tormentata dai ricordi: luci che danno l'idea dell'oppressione, dell'occlusione causata dal totalitarismo. Emerge il rosso accusatorio.

Ad accompagnare sul palco la Arbuzova sono Oleg Markov, nel ruolo dell'insegnate della scuola russa, Jurij Ananjan, nella parte dell'agente della polizia segreta e Aleksei, che interpreta il partner dell'Opera. Molto affiatato ed energico tutto il corpo di ballo che propone un sorprendente charleston quando la scena si sposta a Parigi.

Giselle ha ceduto alla sua follia, è morta. Si abbassano le luci, si chiude il tendone. Scoppiano gli applausi. Avrei voglia di rivederlo di nuovo, ancora una volta, tutto da principio, e ringraziare personalmente il grande genio della danza Boris Elfman.