Generazione scenario

Il 19 e 20 gennaio al Teatro dell'Arte arrivano gli spettacoli delle giovani promesse italiane, selezionati dall'Associazione Scenario

"Il Premio Scenario è in prima linea nella ricognizione della nuova creatività italiana e nella valorizzazione di nuovi linguaggi, idee e visioni del teatro". Così sintetizza lo scopo dell'iniziativa Stefano Cipiciani, presidente dell'Associazione Scenario che, dal 1987, promuove l'omonimo riconoscimento, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e il sostegno dell'Ente Teatrale Italiano e del CRT (centro di Ricerca per il Teatro). Si tratta di un concorso biennale a cui possono partecipare tutti i giovani under 35 presentando progetti teatrali, che non necessariamente devono vedersi compiuti. "Non importa che siano finiti. Quel che a noi importa è coglierne i possibili sviluppi, scommettere sugli elementi di rischio, ostinazione, coraggio" conclude Cipiciani. 

GENERAZIONE SCENARIO - Quest'anno il premio è giunto all'undicesima edizione e il vincitore, fra i 300 progetti presentati, è Made in Italy di Babilonia Teatri (Verona). Accanto a questo, altri due lavori selezionati, La timidezza nelle ossa di Pathosformel (venezia) e  Desideranza di TeatrialChemici (Palermo). Per la prima volta a Milano si terrà Generazione Scenario 2007 - Prime rappresentazioni: i progetti segnalati sono stati consegnati ai teatri e prenderanno vita sul palcoscenico sabato 19 e domenica 20 gennaio nella Sala Poeti e nella Sala Grande del Teatro dell'Arte.   

GENIO ITALIANO - Cipiciani ritiene che questi due anni di analisi hanno gettato un fascio di luce sull'universo teatrale giovanile, scoprendolo ricco ed innovativo: progetti forti e coraggiosi, che rivelano una natura artistica sensibile e attenta alla dimensione contemporanea, lavori promettenti, specie nel Nord Est e nel Sud d'Italia.
Sisto Dalla Palma, presidente del CRT dipinge tuttavia uno scenario alquanto desolante per quanto riguarda l'attenzione rivolta alla produzione teatrale giovanile: "Purtroppo in Italia non esiste un atteggiamento culturale di apertura verso le nuove idee e siamo costretti ad inseguire le avanguardie berlinesi, londinesi o dell'Est Europa. In fondo noi italiani abbiamo grande potenziale e lo dimostriamo in ogni occasione: siamo coloro che, con i mezzi più scarsi, e parlo di mancanza di fondi e infrastrutture scadenti, ancora sanno realizzare opere apprezzabili e geniali".