Emozioni ridenti

Molto più che due comici, Ficarra e Picone narrano con ironia la loro sicilianità

Si può ridere fino a sentirsi tanto triste...triste che una bella serata sia finita, gioendo però per essersi imbattuti di nuovo in ironiche sensazioni, dal gusto di vita, con l'accento siciliano e il cuore di una terra difficile da capire, se non le appartieni.
La sicilianità è al centro della "comicità" di Salvo FicarraValentino Picone, ma dire "comicità" è riduttivo, poichè i due giovani sono più di un duo che fa semplicemnte ridere. Dietro ai loro dialoghi si intravvedono la passione per il mestiere, lo studio e la preparazione teatrale, seppur il risultato sembri così naturale.

Tutto esaurito al Teatro Tenda di Milano, per le prove aperte di "Ma chi ce lo doveva dire?!" che andrà in onda su Canale 5.
Ospite dello show è una banda di monelli siciliani come loro, i Tinturia, capitanati da Lello Analfino. Le loro canzoni, tra il reggae, lo ska e il folk in siciliano e italiano, sono il giusto completamento alla dinamica dello spettacolo. In particolare, il singolo "Extra" è stato voluto come sigla del programma. Si può immaginare il gusto dei limoni, acri e succosi, proprio come le parole di Salvo e Valentino. Difficile non aver voglia di lasciarsi andare e ballare!

Gli scatch vanno da quelli più conosciuti a quelli più recenti, dalla parodia dei calciatori della Nazionale, ai discorsi sulla lentezza, sulle parole crociate, al punzecchiarsi tra amici, alla discussione su come liberarsi della suocera, sempre ironizzando sul modo d'essere dei Siciliani. Graditi anche i lapsus di Picone, ovviamente bersagliato dalla raffica di battute di Ficarra, rendendo più unica e speciale la serata. Toccante l'ultimo pezzo: silenzio in sala, occhio di bue su Salvo e Valentino che, di nero vestiti con di fronte un leggio, narrano bellezze e vergogne della loro Sicilia, della nostra Sicilia, facendoci riflettere sul senso di tante cose.

Così, per un attimo si riesce a credere che con un sorriso aperto e sincero si possa essere più vicini...Ed è 'sì dolce perdersi in quella loro "lingua isolana" parlata con tanta gentilezza, pensando che alla fine siamo tutti abitanti della stessa isola circondata di stelle, il Mondo.
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