Al Franco Parenti, sessanta minuti tra ironia e coinvolgimento
Lo conosciamo soprattutto per le prove
cinematografiche che gli sono valse importanti riconoscimenti quali
il Premio come Miglior attore maschile al Festival di Cannes nel 2010
e il David di Donatello nel 2011. Ma Elio Germano non è solo
un bravo attore, è anche un abile regista e un eccellente interprete
teatrale, dotato di una presenza scenica eccezionale.
Al
Franco Parenti ha diretto e interpretato il monologo Thom Pain
(basato sul nulla), tratto dall'opera omonima di Will Eno, giovane
stella della drammaturgia statunitense. Un testo arguto e molto attuale, figlio di
una sensibilità contemporanea. Non è un caso che l'opera sia stata
insignita dell'International Festival Fringe Award nel 2005 e, nello
stesso anno, sia stata in finale al Premio Pulitzer nella sezione
Teatro.
Elio Germano "buca" anche la scena
teatrale: sul palco solo una sedia e Thom Pain, il protagonista di
uno straordinario flusso di coscienza. In un costante dialogo con il
pubblico, l'antieroe dei tempi moderni si fa narratore di racconti
sconclusionati, visualizzatore di frammenti di vita e di morte,
sarcastico osservatore della realtà. Thom Pain è un giocoliere
delle immagini, soffre, teme, registra nella mente i ricordi
piacevoli così come le disgrazie, con la consapevolezza che "la
vita ti prende a pugni" e che il senso ultimo dell’esistenza vada
quasi ricercato nella ricezione continua delle percosse fisiche e
morali. E risulta un attendibile interprete della società:
estremamente moderno nella sopportazione tanto sofferta quanto
disincantata.
Thom Pain è l'uomo di oggi, completamente
smaliziato nei confronti degli episodi della vita e delle sue
congiunture. Figlio di una generazione senza trama, osserva con
ironia le vicende umane. Soffre e supera il dolore, nella ricerca di
un continuo contatto con gli altri. Elio Germano riesce a toccare
corde emozionali, a coinvolgere senza sosta, a improvvisare e
ironizzare con grande sensibilità, a trasmettere positività pur
alludendo al gusto amaro della vita. Dopo un'ora diventa
quasi un amico. O uno specchio in cui guardarsi a intermittenza.