Dracula Opera Rock

L'opera rock con le musiche della PFM sbarca al Datchforum e punta sull'eccessiva spettacolarità

TRA LETTERATURA E PALCOSCENICO - Il conte Dracula, il personaggio letterario di Bram Stoker, resta una delle più affascinanti e controverse figure. Il clamore del vampiro più conosciuto, che ha sedotto ed ispirato romazieri, drammaturghi e sceneggiatori cinematografici, è legato alla sua modernità e ad un filo sottile che trapassa la realtà storica : il suo dramma interiore, sferzante nelle pulsioni d'amore, travolge ancora oggi, in un'epoca in cui siamo vittime del dilemma delle scelte.

DRACULA OPERA ROCK - La Premiata Forneria Marconi, strizzando l'occhio alla versione cinematografica di Francis Ford Coppola, ha trasformato il melodramma di Dracula in un'opera rock. Il produttore David Zard ha investito un occhio della testa per Dracula Opera Rock, in scena al DatchForum per la tappa milanese: Flavio Premoli e Franco Mussida hanno firmato questo colosso da palcoscenico, con i testi e libretto di Vincenzo Incenzo e le musiche della PFM. Chi si aspetta scene sanguinolente e un vampiro infervorito rimarrà deluso. Il Dracula, interpreto da Vittorio Matteucci, è più romantico e non ha niente a che fare con quelle versioni splatter da gusto popolare. Il sontuoso apparato scenografico, di luci e costumi, firmato dal trio Roberto Plante, Graciela Galan e Jacques Rouveyrollis, trasforma l'allestimento in uno sfarzoso kolossal a metà strada tra Broadway e Hollywood. Ed è proprio questa sfarzo, che sfida il gusto per l'eccesso in una Transilvania o Londra fin troppo calligrafiche, a sminuire la presenza registica di Alfredo Arias. Dracula Opera Rock, che si è guadagnato i consensi del pubblico nelle repliche al Datchforum, è una messa in scena corale, dove lo splendore della musica sinuosa della PFM adombra i testi di Incenzo, a volte troppo fragili e vuoti, e le impeccabili coreografie di 35 ballerini impediscono ai singoli personaggi di tirar fuori la loro anima. Pertanto, non sempre la trionfalità scenica è la carta vincente per far sì che certi allestimenti restino nel cuore del pubblico e guadagnino i meritati consensi di critica.

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