Don Giovanni Rock Party

Il teatro è finzione"... Don Giovanni no!

Tra le nebbie, il rosso e l'oro del palcoscenico, "Che che ne dica Aristotele della filosofia" esordisce il Don Giovanni Rock Party al teatro Leonardo. Lo spettacolo di Antonio Taddei è una rivisitazione al femminile del testo di Molière. La scena si apre su una velata presentazione di donne trasgressive ed eroticamente provocanti, che si vestono dei personaggi dello spettacolo.

I cognati, il servo Sganarello perfino il padre Don Luigi sono interpreti femminili, con abiti femminili e voci e movenze femminili: l'unico uomo sulla scena è Don Giovanni. L'uomo allergico ai legami che scappa dall'ultima donna che ha sposato perché adesso lei non lo rende più vivo. I bauli, le maschere, le spade, i colori dei costumi sono gli accenti di uno spettacolo vivace, acceso dalla musica rock, che rievoca lo spirito laico di un Don Giovanni sempre più scettico.
Tra una scappatella e l'altra Don Giovanni incontra Charlotte; promessa sposa di Pierrot tra uno sguardo ed una carezza la bellezza dell'uomo colto sveglia il calore tra i due.

Il servo troppo compiacente per essere un vero consigliere, cerca di riportare il proprio padrone sulla retta vita; l'incontro con l'oltretomba è fatale e Don Giovanni per sfidare l'ignoto viene condannato all'inferno. E' proprio vero che "Chi più ha studiato meno sa": così il colto Don Giovanni non crede in Dio e neppure l'Elvira del "secondo atto" riesce a farlo ravvedere.

I toni soavi delle donne, i monologhi giocosi di Sganarello, i battibecchi coloriti tra Pierrot e Charlotte in dialetto siciliano, le luci ora rosse ora blu donano alla messa in scena la coinvolgente atmosfera che accompagna i suoni duri e forti di un rock party alla Molière. E adesso "Riprendiamo un po' il nostro discorso": le donne ed un uomo sulla scena per rappresentare che "Il teatro è finzione", Don Giovanni no!