Disabled Theater

Il debutto di Uovo Performing Arts Festival con Jérome Bel

Sono dieci attori, con disabilità mentale o sindrome di Down, a inaugurare l’edizione 2013 di Uovo, il festival indisciplinato di arti performative in scena alla Triennale di Milano fino al 24 marzo. Indisciplinato e spiazzante come Disabled Theater, lo spettacolo del Theater Hora di Zurigo che dà il via alla rassegna. Guidati dal coreografo francese Jérome Bel, i dieci artisti sul palco riportano un lavoro difficile da collocare e che non lascia indifferenti. Con la loro singolare percezione del tempo e con la peculiare fisicità che li caratterizza, Jérome chiede loro di presentarsi con quello che sanno fare meglio.

C'è chi balla sulle note di Alessandra Amoroso e Justin Bieber come una teenager qualunque nella sua cameretta (e il pubblico, tutto, si scatena e canta le canzoni dei due). C'è chi parla molto lentamente, al punto da rendere nervosi, ma poco importa. C'è chi, come Julia, conosce a memoria le mosse di They don't really care about us di Michael Jackson e le esegue con estrema precisione. C'è chi è pazzo per la disco music e sogna di essere un vero ballerino. Ed è questo che spiazza. In un contesto ricercato, il festival, la Triennale, ci si aspetta chissà cosa e invece vanno in scena storie di tutti i giorni senza troppi artifici registici, in uno show in cui spesso non si vuole applaudire per godersi la pièce fino alla fine. Come se si avesse una sorta di impedimento, proprio come gli artisti sul palco.

I retroscena durante le attese tra una performance e l'altra, tra comicità involontaria e imperfezione, rendono Disabled Theater un'opera curiosa, lontana dall'idea del freak show, intelligente e necessaria. Con un chiaro messaggio finale. Quello che alla fine, poi, Justin Bieber lo ascoltiamo in tanti. Solo che c'è chi non si vergogna di ammetterlo pubblicamente.