Danae Festival, potere al femminile

Dieci anni di attività per la vetrina teatrale promossa dal Teatro delle Moire fino al 24 aprile

Il Danae Festival festeggia il decimo compleanno e tra danza, teatro e performig art riporta Milano a cavalcare sussulti di sperimentazione, tutta al femminile, fino al 24 aprile al Teatro Out Off, Teatro I e Teatro Litta.

OASI FELICI - In questa infernale macchina teatrale, che si è inceppata tra edonismo, falso compiacimento e vomitevoli eccessi televisivi, possiamo ancora imbatterci in zolle isolate. Luoghi messi in disparte, ancora concentrati per fortuna sulla ricerca di nuovi linguaggi, sull’esplorazione di creazioni e messe in scena, pronte a far transitare corpo e spazio, testualità e sincronie frammentate. Il Danae Festival, coltivato con l’amore e passione di Attilio Nicoli Cristiani e Alessandra De Santis del Teatro delle Moire, è una piccola oasi, circondata in questa edizione 2008 dall’originalità scenica di tre muse come Maria Donata D’Urso, Gisèle Vienne e Patricia Allio. 

DANAE FESTIVAL- La D’Urso ha rotto il ghiaccio al Teatro Out off con il suo percorso di indagine sul corpo, approfondito nell’altre sfaccettature delle pièce Collection particulière (3 aprile) e Lapsus (5 aprile). Le ossessioni dello spettatore segugio contaminano quelle della imprevedibile Gisèle Vienne nella relazione inscindibile tra immagine e visione. C'è una zattera in balia delle onde dell'ironia e della sovversività, nel pensiero scenico e multimediale della francese Patricia Allio o il tentativo di creare un mondo nuovo a forma di carta con l'estro della portoghese Marcia Lança. E poi ancora nastri rosa da palcoscenico con le italiane Silvia Rampelli e Ambra Senatore, senza dimenticare le istantaee di poesia al Litta con Body Shop - Performance da banchina.

ELECTA CONCEPT BOOK - Le feste di compleanno vanno consegnate tra le braccia della memoria. Per l'occasione, Electa ha pubblicato Anatomie di un corpo scenico (Euro 22,00) che solletica riflessioni e resoconti con il contributo autorevole di firme come Alessandro Bergonzoni, Mariangela Gualtieri, Paolo Ruffini e Luca Scarlini. E' l'Assessore Vottorio Sgarbi a sottolineare nell'introduzione: "Fra le fucine più spumeggianti è da annoverare senza incertezze Danae, la vetrina delle nuove tendenze delle arti formative". Immagini ingigantite a colori e bianco e nero attraversano un decennio di storia teatrale, mentre Alessandro Bergonzoni fa il verso e chiude con ironia. Tuttavia, l'ultima parola spetta ad Alessandra De Santis che ribadisce nella pubblicazione: "Danae come il mito dell'antichità rinchiusa in una torre. Quale miglior nome per rappresentare il potere al femminile?".

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