Cuore di cane

Al Teatro Nazionale, in un grande musical, ritrova vita scenica il romanzo di Bulgakov

Quello che molti non si aspettavano è avvenuto! E’ nato sul palcoscenico del Nazionale il musical italiano, meglio sarebbe dire che è risorto dalle ceneri un musical di stile italiano che si credeva perso con i rimpianti Garinei e Giovannini.
Cuore di cane nella geniale riduzione di Marco Daverio e nelle musiche subito orecchiabili e accattivanti di Roberto Negri, rende fedelmente le atmosfere, la satira sferzante e malinconica dell’omonimo romanzo di Bulgakov e riesce con la leggerezza, che questo genere teatrale comunica, a farci riflettere sulla impossibilità della costruzione dell’uomo perfetto, sia attraverso la scienza che attraverso le ideologie di destra o sinistra che siano.

Bulgakov infatti scrisse questo suo breve romanzo in pieno regime stalinista e di quella dittatura disegna una comica farsa e al tempo stesso riesce a smontare la scienza che se asservita al potere, pur godendo di certi privilegi, cerca di assecondarne i fini.
Il cane Pallino, l’esplosivo Niki Nicolai, che attraverso un trapianto di ipofisi umana si umanizza e da povero cane randagio diventa un uomo bastardo dimostra l’impossibilità per ogni follia genetica o follia ideologica di poter manipolare la natura umana e le sorprese che questa riserva.

Proprio ad essere pignoli, forse lo spettacolo, che resterà in cartellone fino al 23 ottobre, in alcuni punti rallenta e perde il ritmo, ma va dato merito al regista, Bruno Fornasari e a Stefano Bontempi coreografo, di aver costruito una struttura recitativa e danzante travolgente ed emozionante. Attori e ballerini in scena, vincendo l’emozione della prima, hanno narrato e creato in scena un’atmosfera affabulante e intensa.
Il pubblico, che uscendo dal teatro canticchiava le musiche appena ascoltate e discuteva dello spettacolo, ha reso pienamente di quanto Cuore di cane il musical abbia colpito il bersaglio: emozionare, far riflettere, divertire!
Questo è teatro, signori.