Casa di Bernarda

Una giostra d'immagini di Lorca, che scava nel micromondo di una famiglia tutta al femminile

POESIA DOMESTICA – E' con questo improbabile biglietto da visita che arriva al Teatro Crt dell'Arte Casa di Bernarda, tratto dalla quasi omonima pièce di Federico Garcia Lorca e messo in scena dalla Compagnia BabyGang. Improbabile solo perché inserito in un cartellone che il Crt dedica quasi completamente alla contemporaneità, quella vera, quella in cui Beckett e Lorca sono finalmente e veramente drammaturghi del secolo scorso. E ancora più improbabile se inserito in una contemporaneità che fatica a riconoscere come proprio metro la poesia, e la sua sottospecie domestica sull'orlo dell'estinzione.

TURIBOLI ED OMBRELLI – Sono piccoli oggetti che conducono l'allestimento di Carolina della Calle Casanova. Nella casa-mondo di Bernarda Alba, su una minuscola dicotomia come questa, si scavano immense voragini. Rinchiusa con le figlie tra le mura domestiche, impone loro gli ulteriori steccati di un lutto enorme, che altro non è che uno sfregio della loro gioventù. Anche i piccoli giochi scenici si svelano come correlativo di un vivere sociale inteso come commedia delle parti, inevitabilmente palese agli occhi dello stupendo poeta omosessuale. Estraneo a questa, così come dalle logiche dell'amore che si deve imparare, alla tragedia degli affetti e della famiglia, dove chi ama un marinaio non può non avere paura del mare. Il tutto narrato dalla mano di Lorca che regala una giostra d'immagini: spose galline e nonne innamorate che affollano il ritorno verso casa. O meglio, verso la nostra poesia domestica?