Amleto

Lo spettacolo di Shakespeare al teatro dell'Elfo fino al 4 dicembre

“C’è del marcio in Danimarca….” recitava il testo di William Shakespeare... ed in effetti non si poteva certo contraddire, viste le innumerevoli vicende che animano la scena.
Oggi a recitare con le stesse sferzanti parole i falsi vaneggiamenti di Amleto, è il bravo ed instancabile Ferdinando Bruni che insieme a Ida Marinelli nella parte della regina Gertrude, per la regia di Elio De Capitani nei panni di Re Claudio, propone finalmente dopo sei anni dalla prima messa in scena della stessa compagnia, una nuova versione del magnifico dramma senza tempo.

Pervaso da quella che tutti credono pazzia dopo l’assassinio del padre, Amleto medita vendetta. Vuole a tutti i costi rendere onore alla sofferenza dello spirito inquieto del padre una volta Re di Danimarca, ucciso meschinamente dal fratello che ora occupa il trono insieme a sua madre. Lo spirito del padre appare ad Amleto con lo scopo di fare luce su come realmente la sua morte sia stata procurata da un vile tradimento. Amleto ne esce pazzo, o forse non del tutto.
Così almeno lo credono a corte, ma lo scopo è portare allo scoperto il vero assassino, che non ha certo il nome di nessuno.

Giochi di potere, incesti, intrighi e beffe, come solo la sapiente penna di Shakespeare può regalare. Duelli, ricatti e pagliacci che a corte con il fine di guadagnare il potere, riescono a rendere pazzi anche i savi.
Amleto non è certo di se stesso ne del suo sospetto, ma “essere o non essere…questo è il problema”, dunque scoprire se di limiti si deve parlare o se sfoderare la spada in nome della vita o di una morte, abbia davvero un senso.
Amleto pensa, si dispera, diventa pericoloso quando assassina per errore Polonio, consigliere del Re. Con quel gesto scopre di avere una madre incestuosa, in realtà più fragile di quanto non sembri e un esilio alle porte verso l’Inghilterra che lo aspetta.
A seguire una catena rovinosa di eventi, getta nel sangue la famiglia reale e l’intera Danimarca.

Per chi l’Amleto non lo conosce e per chi invece lo ha già visto e letto in tutte le salse, con questa versione il testo si arricchisce di nuove sfumature.
La sapiente regia di Elio De Capitani riesce a dare valore anche alla stoltezza della ferocia, portandoci bruscamente a riflettere su ciò che viviamo nella quotidianità. Richiami alla modernità attraverso abiti e scenografie scarne, non alterano la purezza del testo. Impeccabile e moderno, insieme all’interpretazione degli undici attori che calcano la scena, ne fanno un’edizione che sicuramente vi consigliamo di andare a vedere.