Alvin Ailey American Dance Theater

Rivelazioni luminose dai vorticosi movimenti plasmano l'ariosa materia agli Arcimboldi

APRIRE GLI OCCHI AL PENSIERO - Che cose magnifiche può fare il corpo umano se allenato con costanza, disciplina e sacrificio! Sì, sacrificio, poichè quello che vediamo sul palco ci pare magia, ma dietro vi è una vita interamente dedicata alla danza. I ballerini non lasciano trasparire lo sforzo fisico, ma basta una goccia di sudore, che leggera si posa sul pavimento, a confermare la tensione del movimento in atto. E anche dopo avere studiato per anni una disciplina non si può non rimanere stupiti ed estasiati da una compagnia come la Alvin Ailey American Dance Theater, ospite per due sere al Teatro degli Arcimboldi. Tutta un'altra danza rispetto a quella classica. Bellissime entrambe, però l'una avvicina di più la gente, l'altra spaventa ancora un po'. E così non dovrebbe accadere, poichè ognuno dovrebbe sapere cosa è bello per se stesso, formandosi da solo il proprio gusto, chiudendo gli occhi davanti a mass-media omeogeneizzati e semplicemente domandandosi: "Quale emozione provo di fronte a questo?". Sarà solo allora che si potrà godere del piacere dell'arte, senza pensare di dovere essere per forza indottrinati. Il non sapere e il volere scoprire sono il primo passo verso la vera conoscenza. Quindi, aprite gli occhi sul vostro pensiero...

NIGHT CREATURE - Assistere alla performance della compagnia fondata da Alvin Ailey è un po' come trovarsi in un film degli anni '20-'30, in un quadro dalle tinte pastello che sfumano lentamente tra i bianchi sorrisi del popolo afro-americano che riscopre le proprie origini. Lo spettacolo si scompone in quattro coreografie. Night Creature, di Alvin Ailey, vede tutti i ballerini interpretare le musiche di Duke Ellington... "Le creature della notte, a differenza delle stelle, non si rivelano di notte, ma sopraggiungono con l'intenzione di diventare la prima stella dell'alba", come diceva il "duca". Luminosa e carismatica la prima ballerina, Renee Robinson, che irradia luce su tutta la compagnia. Teso, un po' inquietante e vistuoso, il solo di Clifton Brown, Glenn Allen Sims e Matthew Rushing sulla musica di Johann Sebastian Bach e con la coreograifa di Hans Van Manen. Una sfida all'agilità, con grazia e temperamento, un vortice di movimenti che diviene l'essenza della danza. I corpi diventano strumenti di un più alto sentire, spostano venti impercettibili, plasmano l'ariosa materia.

IFE/MY HEART e REVELATIONS - Elementi moderni, hip-hop e danza africana si intrecciano, con attenzione a temi sociali e culturali, in My Heart di Robert Brown, uno dei più interessanti coreografi contemporanei, capace di riflettere sulle possibilità dell'arte di Tersicore. Un'altra creazione di Alvin Ailey, Revelations, si inoltra alla riscoperta delle origini africane, fra religone, gospel, ritorno alla madre terra, entusiasmando il pubblico che ha inondato la compagnia con venti minuti di applausi.