Cioccolata Made in Italy

Un golosissimo viaggio lungo tutto lo Stivale

Cari amici, direi che il trio San Valentino, Amore e Cioccolata sia decisamente 
inscindibile! Cioccolata...mmm...solo a pensarci mi vien da sorridere (e rimando gli  appassionati dei mitici Simpson alla stralunata puntata "Il licenziamento di Homer" in cui il papà più incoerente d'America sogna di trovarsi nel Paese del Cioccolato).

In Italia non abbiamo che l'imbarazzo della scelta, dalla Sicilia al Piemonte ci vengono  proposte innumerevoli e sublimi prelibatezze. Pensiamo ad esempio alle sfiziose tavolette di Modica prodotte dall'Antica Dolceria Rizza, spezziate al peperoncino, alla cannella o alla carruba. La tecnica di preparazione è il risultato di una tradizione secolare che continua ad adottare i sistemi manuali usati fin dal 1700, epoca in cui cominciarono a fiorire le prime cioccolaterie.

E dal Sud voliamo verso Torino, dove dal lontano 1865 il cioccolatiere Caffarel lanciò sul mercato un cioccolatino rivoluzionario per la composizione (pasta di cacao e nocciole), per la forma a spicchio e per il rivestimento, essendo il primo essere incartato. Ovviamente stiamo parlando del Gianduiotto chiamato così in onore della maschera piemontese Gianduia.

Continuiamo il nostro tour e dirigiamoci ad Alba, dove nel 1944 Pietro Ferrero ideò la crema spalmabile più famosa d'Italia, la cara Nutella (che in origine fu battezzata "Giandujot" per poi prendere il nome, dal 1951 al 1963, "Supercrema"). Forse è il prodotto dolciario oggetto dei più innumerevoli esperimenti...(sì, sì, ridete pure sotto i baffi!).

Ma parlando di San Valentino, non possiamo fare altro che dirigerci verso l'Umbria,  precisamente a Perugia, e pensare al cioccolatino "parlante" elegantemente rivestito d'argento e stelline blu: il Bacio. La sua storia risale al 1922 e leggenda vuole che Luisa Spagnoli, una delle fondatrici della Perugina, decidesse di utilizzare la granella di nocciola derivata dalla lavorazione degli altri prodotti, per poi aggiungere in cima all'impasto una nocciola intera e racchiudere il tutto in una colata di cioccolato fondente. Il cioccolatino aveva una forma così strana che fu battezzato "Cazzotto".

Il nome però non convinse Giovanni Buitoni, che decise di associare un nome legato ad un gesto quotidiano, capace di trasmettere affetto e parlare d'amore. Nacque così il Bacio, il cioccolatino degli innamorati. L'immagine del Bacio fu affidata a Federico Seneca,  direttore artistico della Perugina negli anni '20. Attraverso una sua rielaborazione del famoso quadro di Francesco Hayez, "Il Bacio", creò la scatola blu con i due innamorati e fu anche sua l'idea di inserire i bigliettini contenenti le frasi d'amore.

Bianco, nero, ripieno, con le nocciole, alla fragola, non importa come...basta un piccolissimo gesto per regalare piccoli ma golosi momenti di felicità!