Heart and Soul

Quando le immagini raccontano la musica dei più grandi e carismatici musicisti rock

Scrivere una buona sceneggiatura, scegliere le giuste canzoni per il commento sonoro, riuscire a scatenare emozioni genuine è un lavoro complicato e difficile. La soluzione migliore è quella di prendere un artista scomparso, o ancora in vita, a seconda dei gusti del regista, e celebrarne vita, musica ed eccessi.

CONTROL - Ultimo arrivato nel genere per cronologia, il film è del 2007 ma in Italia è arrivato solo ora nelle sale, è Control, opera prima di Anton Corbijn, meglio conosciuto come il fotografo di U2 e Depeche Mode. Il film racconta la storia di Ian Curtis leader dei Joy Division, morto suicida a 23 anni. Il bianco e nero, tratto distintivo di Corbijn, restituisce le atmosfere cupe della Manchester di fine anni '70 in cui Curtis è cresciuto. Il film racconta, con pochi dialoghi, la storia di un ragazzo che desidera emulare i suoi idoli musicali, Bowie e Iggy Pop, fondando una band. Racconta delle pressioni derivate da un matrimonio prematuro e della sua salute precaria: gli attacchi di epilessia e la despressione. Una parabola fulminante scandita dalle canzoni dei Joy Division, frutto dell'esperienza personale di Curtis, interpretate da Sam Riley, perfettamente affine fisicamente ed emotivamente al personaggio.

RITRATTI PERSONALI - Precedenti eccellenti nei biopic rock sono Walk the Line (Quando l'amore brucia l'anima) di James Mangold. La pellicola del 2005 racconta la storia del giovane cantante Johnny Cash, mito americano, e della sua turbolenta storia d'amore con June Carter Cash. Nel film Mangold ricrea le emozioni dell'epoca pionieristica del rock 'n roll, i grandi concerti, come quello che Cash tenne alla prigione di Folsom, ma anche il diffondersi delle droghe e l'abuso di alcol. A differenza di Walk the Line, che si concentra sulla prima parte della carriera di Cash, Io non sono qui film biografico sulla vita del musicista Bob Dylan diretto da Todd Haynes ripercorre sette distinti momenti della sua vita. Sei attori, tra cui la bravissima Cate Blanchett, interpretano un racconto visionario declinato dalle canzoni più celebri di Dylan.

RITRATTI GENERAZIONALI - Partendo dalla biografia di un artista come Jim Morrison, il regista Oliver Stone ha cercato nel film The Doors di rappresentare attraverso la figura di Morrison gli eccessi più sfrenati degli anni '60 e '70. Viaggi allucinanti, abusi di ogni genere e sullo sfondo le magiche parole e musiche dei Doors interpretate da un Val Kilmer incredibilmente somigliante. Anche Velvet Goldmine, altro film di Haynes, si inserisce in questo filone di rappresentazione più ampia. Il film tratta la storia del glam rock attraverso le vicende di Brian Slade, un ipotetico cantante ispirato dalla figura del leggendario David Bowie. Attraverso la sua storia compaiono sullo sfondo i lustrini della swinging London, la musica, l'amore etero e omosessuale, il racconto di un genere e di una generazione vitale ma al tempo stesso autodistruttiva.