Generazione Mille Euro

Il precariato trova un posto fisso al cinema

Generazione Mille Euro è l'ultimo film di Massimo Venier, regista noto soprattutto per la collaborazione come sceneggiatore e regista della maggior parte dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Un cast giovane e fresco composto da Alessandro Tiberi, Valentina Londovini, Carolina Crescentini e Francesco Mandelli, meglio noto come il Nongio di Mtv, per una commedia sentimentale ambientata nella realtà giovanile e nella città di Milano.

GENERAZIONE PRECARIA - Se siete laureate brillantamente in lettere e disoccupate o in lista per le supplenze, oppure laureati in materie scientifiche con un contratto a progetto che non arriva a mille euro mensili, magari anche con qualche problema amoroso, allora l'identificazione con questo film sarà totale: la vostra vita è sullo schermo! Il film narra infatti, in maniera fedele, la realtà della generazione attuale, che sta peggio dei propri genitori, che non ha casa e con un futuro a breve scadenza.

ALTRI FILM - La situazione attuale dei giovani quasi trentenni, probabilmente proprio per la sua unicità nella storia, sta attirando l'attenzione del cinema: l'anno scorso Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, ora arriva nelle sale Fuga dal call center in contemporanea al film di Venier, mentre dall'estero il grande Ken Loach aveva realizzato In questo mondo libero. Massimo Venier ha dichiarato: "L'intuizione per il film in realtà l'hanno avuta i produttori che conoscevano il libro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa -da cui è tratto- e che l'hanno considerato stimolante. Nella realizzazione del film ho poi avuto la massima libertà creativa. Naturalmente non so cosa abbia spinto Virzì a fare Tutta la vita davanti, ma per me è un maestro. Il suo film usa la chiave del grottesco, mentre io mi sono orientato più sulla commedia sentimentale. Per quanto riguarda Fuga dal call center esce in questi giorni e sono curioso di andarlo a vedere".

È SOLO CINEMA- Generazione mille Euro racconta la realtà del precariato non solo come situazione contrattuale ma esistenziale. Massimo Venier sa sfruttare sapientemente i toni più leggeri: "La commedia è il nostro modello di riferimento e ognuno deve usare lo strumento che sa suonare meglio. A me piace fare commedia con un tono di amarezza. Di solito parto da una realtà che mi fa ridere e poi ci rifletto e mi ci affeziono a tal punto che ne colgo anche l'aspetto più malinconico". Tra i giovani protagonisti è impossibile non ridere per il coinquilino proiezionista interpretato da Francesco Mandelli, che aveva già indossato i panni del coabitante in Manuale d'amore, ma che qui dà veramente il meglio di sè. Inoltre è proprio grazie a lui che si insinua nel film anche qualche elemento metacinematografico, con una citazione di Sergio Leone (la casa di produzione del film è dei figli del grande maestro del western) e battutte sui clichè cinematografici. Un film ben confezionato in cui è facile riconoscersi e che può far capire che il precariato è qualcosa in cui siamo intrappolati, non la conseguenza di un mondo di fannulloni.