Con il Nastro d'Argento

Vince il "realismo" di Virzì e la vita da call center di "Tutta la vita davanti"

Anche quest'anno i Nastri d'Argento hanno trovato casa: qualcuno da Margherita Buy, un altro da Sabrina Ferilli o Toni Servillo, insomma sono sistemati. Tradizione vuole che il maggior riconoscimento venga assegnato al "Regista del miglior film italiano", selezionato ogni anno da una cinquina di papabili precedentemente nominati.

PAOLO VIRZI' - Per questa edizione il premio è stato ritirato da Paolo Virzì per Tutta la vita davanti. La commedia che - con sorrisi a denti stretti - parla di precarietà lavorativa, grande male del nostro tempo: per questo si è parlato di una vittoria del cinema "realista". Il regista livornese entra così per la prima volta nell'albo dei vincitori, trovandosi in ottima compagnia con veri e propri habitués dei Nastri: grandi come Fellini, Antonioni, e i contemporanei Amelio e Tornatore o ancora Salvatores.

NASTRI VS. DAVID - I Nastri d'Argento sono nati nel lontano 1946, qualche anno dopo arrivarono anche i David di Donatello. Le differenza tra le due competizioni sono radicali: i vincitori dei David sono designati da una giuria di addetti ai lavori (registi, attori, sceneggiatori e così via), i Nastri vengono selezionati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Alla scorsa premiazione non poteva mancare il tributo a Dino Risi, mentre un premio speciale è stato dato a Carlo Verdone e alla sua fidata Claudia Gerini, ai produttori Gino e Aurelio De Laurentis. "Per cinquant’anni di stile e di successo autenticamente popolare" è stato premiato Giuliano Gemma, carriere più fulgide anche quelle del direttore della fotografia Vittorio Storaro, denominato "il Caravaggio della fotografia internazionale" e al regista Carlo Lizzani.

LO ZAMPINO DI SERVILLO - E Caos Calmo? Alla fine si è portato a casa il maggior numero di Nastri, in totale 4: uno tecnico, per il suono; due "musicali", alla miglior colonna sonora e alla miglior canzone (L’amore trasparente di Ivano Fossati), l'ultimo per l'interpretazione di Alessandro Gassman miglior attore non protagonista. Nella categoria dei protagonisti però ci ha messo lo zampino il solito Toni Servillo (La ragazza del lago): questo 2008, non c'è che dire, è per lui un anno in stato di grazia.


 

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati