Cinema Svedese

"Uomini che odiano le donne" riporta nelle sale la cinematografia svedese

È uno dei titoli più attesi della stagione, se non altro perché porta sul grande schermo uno dei best seller degi ultimi anni: Uomini che odiano le donne, primo capitolo della trilogia Millennium di Stieg Larsson, il giornalista e scrittore scomparso prima di vedere (e godersi) il successo dei suoi libri. Svedese lui, svedese la produzione della pellicola, diretta da Niels Arden Oplev, un nome che a noi italiani francamente dice ben poco.

UN SALTO NEL CINEMA SVEDESE - La Svezia è notoriamente la patria di grandi della Settima Arte, Ingmar Bergman "imperat" con i suoi Il settimo sigillo, Il posto delle fragole e Persona. Come pure Ingrid Bergman, interprete algida di innumerevoli film cult. Del resto il "parco attori" svedese risulta piuttosto ben fornito: a partire da Anitona Ekberg alla meno prorompente Greta Garbo, dalla compagna di Peter Sellers, Britt Ekland a Lena Olin o Stellan Skarsgard. Più recentemente il cinema svedese ci ha regalato Lasciami entrare, storia d'amore tra un ragazzino e una vampira, che ha riportato il genere vampiresco dentro al recinto del cinema "d'autore" (o quasi), dopo i fasti commerciali e americani di Twilight. Di qualche anno fa è invece Fucking Åmål, pellicola sempre a sfondo amoroso, ma questa volta tra due ragazze.

IL PESO DI INGMAR - Come già era accaduto per Mauritz Stiller (lanciò la Garbo nel film La leggenda di Gosta berling, 1924), Hollywood ha dischiuso le sue porte al regista svedese Lasse Hallström, firma di Chocolat e Le regole della casa del sidro. Ma nei titoli svedesi predomina soprattutto il tocco autoriale, più delle storie da blockbuster. È il caso del drammatico Racconti da Stoccolma (2006) o della commedia Italiano per principianti: film prodotti da più paesi, su cui anche la Svezia ha puntato. La sensazione è che il cinema svedese delle origini sia negli annali della storia - Victor Sjostrom è considerato uno dei più grandi registi del periodo muto (Il carretto fantasma, 1920), mentre in quello contemporaneo manca il nome di un genio, un nome che spicchi dalla lista: forse che il talento di Bergman incuta un timore reverenziale mai superato? Dal punto di vista della produzione, la Svezia può vantare investimenti in progetti notevoli, dietro a numerosi film del danese Lars von Trier ci sono quattrini svedesi: dallo scandaloso Antichrist presentato in questi giorni sulla Croisette a Dogville. La cinematografia svedese attuale ha bisogno di qualche spinta in più, che forse proprio il film tratto da Stieg Larsson può dare.

Uomini che odiano le donne ha sbancato il botteghino in patria, come da previsioni, in Italia invece arriverà a fine mese, dopo l'anteprima speciale del 14 maggio in occasione della Fiera Internazionale del Libro di Torino. La critica svedese l'ha lodato, in attesa di quello che davvero conta: il giudizio dei lettori.

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