Vinicio e il nuovo canto del marajà ramingo

Capossela torna con un nuovo album: "Da solo", che ascolteremo dal vivo allo Smeraldo

Quando l’ho ascoltato la prima volta, ho pensato subito a Federico Fellini, che aveva una spasmodica passione per l’universo circence. Vinicio Capossela gli sarebbe piaciuto per quella sua aria a metà tra guitto e artista da strada, per quella sua strafottenza tipica di chi viene a bussarti in piena notte e trasforma la tua routine in chiassosa ed emozionante risalita. Scherzando o facendo sul serio, le canzoni di Vinicio ci girano intorno da quasi venti anni, sfrecciando dall’acerbo All’una e 35 circa (1990) all’ultimo lavoro Da solo.

IL CIRCO DELLA VITA - Abbiamo dovuto aspettare Canzoni a manovelle affinché la critica diffidente si convincesse una volta per tutte che i suoi pezzi ci avrebbero fatto più di una compagnia passeggera. Nella sua discografia c'è un appiglio clownesco o un pretesto per testimoniare che la vita può essere fantastica come un circo, ma poi si può scivolare nella malinconia: è così che Ovunque proteggi si tramutava in preghiera laica e moderna, nel cantico sussurrato di un artista all’universo, annientando gli eufemismi di santoni fasulli o di religiosità da folclore. E così che la ballata adottava l’amarezza e il dissacrante (Camera a Sud), la tradizione popolare risorgeva dal Mediterraneo (Il ballo di San Vito), il teatro da strada si camuffava dietro le marcette (Canzoni a Manovella), il tendone da circo si costruiva sulla nostalgia (Ovunque proteggi).

DA SOLO - Adesso l’atteso ritorno con Da solo: un disco solitario, a tu per tu tra musicista e pianoforte, in uno stile più intimo e riflessivo del solito. All'età di 43 anni, Capossela traccia un percorso interrogativo sull'identità dell'artista, quasi fosse una versione musicale del felliniano "Otto e mezzo".  Ad accompagnarloci sono strumenti insoliti come un riverbero d'archi o un paio di bicchieri: l'illusione e i giochi del fato (il gigante e il mago), la décadance americana (Vetri appanati d'America), il fischiettio del buonumore (Una giornata perfetta) o una metafora per bambini (Il paradiso dei calzini) sono alcuni temi diventate canzoni, che aspettiamo di ascoltare dal vivo allo Smeraldo il prossimo 10 e 11 novembre.

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