Vinicio Capossela

All'anfiteatro di Paderno Dugnano come nell'antica Grecia per un concerto indimenticabile

PRESENTE, PASSATO E OLTRE - Il Grand Tour 2006, il tour estivo del cantante di origine irpina che ha preso il via lo scorso 26 giugno, è un nuovo spettacolo. Prende ispirazione dall'ultimo album "Ovunque Proteggi" e sulla scia di questo grande successo dà vita ad una scaletta sche mescola il suo presente e il suo passato artistico. E così insieme a "Dalla parte di Spessotto" e "S.S. dei Naufraghi" ieri all'anfiteatro di Paderno abbiamo ballato "Il ballo di S.Vito" e riascoltato "che cossè l'amor". Ma la miscellanea di repertorio va oltre, si relaziona al luogo al proprio pubblico, è "in essere" e ci ha regalato un divertente bolero fuori programma:" Mosquitos di Paderno", in onore alla pioggia che ci ha liberato dalle zanzare.

UNA TRAGEDIA DAI TONI WESTERN - Il Tour fa tappa spesso in luoghi di preminente interesse artistico e storico: "assomiglia ad uno di quei tour che facevano i nobili e i letterati inglesi nel '700 quando andavano a visitare le rovine della Grecia e della Magna Grecia. Allora ho pensato che tra le rovine degli anfiteatri, nelle arene c'è ancora spazio per offrire qualche pezzo di cuore" dichiara Vinicio. Il risulatato è un concerto che risveglia i luoghi in cui si svolge dove, come in passato, si ascoltano prediche, serenate e ballate, ma anche pezzi di una potenza primitiva come "Brucia Troia" che apre il concerto e "Al Colosseo", in cui la folla è chiamata a giudizio in merito all'esibizione dei musicisti. E dopo essere stati cullati da "Ovunque Proteggi" si va verso un' ambientazione wester come "Pena de l'alma".

LA SCENA - Sul palco con lui oltre a contrabbasso, chitarre e tamburi, una sezione fiati eterogenea formata da Michele Vignali, Gavino Murgia e Eusebio Martinelli che con sax, launeddas, tromba, trombone e shofar ci hanno accompagnano in un cammino attraverso sonorità soul, cajun e oltre. Mentre Vincenzo Vasi si esibiva a themerin e programmazioni. Dietro di loro invece, il Teatro D'ombre Controluce di Torino ha dato vita a forme e a colori animando le storie che abbiamo ascoltato e le emozioni che abbiamo vissuto.