FESTIVAL DI SANREMO

Un mercoledì da leoni: la seconda puntata del Festival di Sanremo

Ruggiscono Elio e Dolcenera. Commozione per Bosso e plastica per la Kidman. Raffaele erede della Marchesini

Un mercoledì da leoni, il mercoledì della seconda serata del Festival di Sanremo. Leoni come Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d'orchestra che ha commosso i quasi undici milioni di telespettatori incollati allo schermo e che, durante l’umile e indelebile lezione di vita dell’artista, erano tutti con gli occhi lucidi.

Leonesse come Virginia Raffaele, ieri Carla Fracci e da ieri, ufficialmente, l’erede di Anna Marchesini. Leoni vestiti di rosa come Elio e le Storie Tese, impazzite pentolacce nel carnevale di questo Festival, l’attrazione che tutti aspettano e che contiene le sorprese più attese.

Leonesse da combattimento come Dolcenera, elegante, raffinata, lontana anni luce da quel Siamo di qua siamo di là di anni fa, al momento nella zona rossa della classifica, ma chi vota il Festival, dannazione, ne capisce qualcosa di musica? (A proposito di rosse: Noemi, l’altra mia favorita, l’altra al momento eliminata, si dice che sia incinta. Indovinate chi è che lo scrisse tra i primi?).

Leonesse che partono in sordina ma poi ruggiscono e non ce n’è per nessuno, come Annalisa. Leonesse come Sua Maestà Patty Pravo e quella sua Pazza idea di festeggiare i cinquant’anni di carriera in gara sul palco, al fianco di una Michielin qualunque. Il risultato? Una standing ovation per i suoi Cieli immensi.

Adesso i leoni feriti: Neffa, che ha deluso le aspettative, Cecile che si pensava tra le favorite delle nuove proposte e invece il troppo stroppia e il pubblico capisce e ti lascia a casa. Se son rose, anche negre, fioriranno. Del leone sanguinante Garko vorrei tanto scrivere dalla mattina di oggi fino a Domenica In speciale Sanremo, per quattro giorni di fila, ma non lo farò.

In ultimo, in questo Natale pieno di doni che si chiama Sanremo, c’è stato, sotto l’albero, persino il giocattolo: la Barbie, targata Mattel, una cosa che ha fatto la storia ma che è pur sempre plastica, nessuna espressione, sguardo perso nel vuoto, discorsi che boh. Ah no, era Nicole Kidman.

Bosso commuove il palco dell'Ariston

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