Un libro, Vasco, Battiato e la macchina da presa

Il 16 e il 17 novembre i due cantautori sono premiati per il loro rapporto artistico con le immagini mentre Vasco si riscopre nel libro "Qui non arrivano gli angeli"

Vasco Rossi è da sempre stato un impavido e questa non è una scoperta. Nel senso che non si è mai tirato indietro di fronte alle provocazioni di altri linguaggi. Nel percorso artistico del cantautore di Zocca, c'è anche un rapporto molto particolare con la macchina da presa. Lo ha dimostrato la realizzazione dell'ultimo videoclip E' solo un rock'n'roll show: un prodotto particolare, ovvero un vero e proprio movie-clip, diretto da Stefano Salvati e sceneggiato da Carlo Lucarelli, una delle penne più interessanti della scrittura italiana di questi tempi.

Il 16 novembre al cinema Anteo di Milano Vasco Rossi riceverà il premio per il miglior dvd musicale dell'anno. La premiazione fa parte del Premio Videoclip Italiano 2005, kermesse made in italy dedicata all'arte del videoclip promossa da Domenico Liggeri in collaborazione con il sito musicale Rockol e l'Università Iulm di Milano. Oltre all'artista, saranno presenti anche lo stesso Salvati e Lucarelli. Un'occasione davvero imperdibile, perché i fortunati che riusciranno ad entrare in sala potranno godersi sul grande schermo la proiezione integrale del movie-clip.

Ma questo 16 novembre è una specia di Vasco-Day: di fatti, esce in tutte le librerie il volume Qui non arrivano gli angeli (Aliberti Editore, 160 pagine), frutto degli incontri nell'arco di vent'anni del direttore di Rockstar Massimo Cotto. Otto capitoli per guardare in filigrana un Vasco diverso dove si parla di canzoni, redenzione, solitudine, vecchiaia, maturità, Dio, trasgressione e molto altro. L'autore riesce, senza mai essere invadente, a tracciare il ritratto di una rockstar sulla soglia della maturità. "Poi c’era un altro sogno - dice Vasco Rossi nelle prime pagine - conservare e nutrire la rabbia, la spinta, la determinazione per arrivare al cuore della gente canzone dopo canzone. Perché se ti fermi o ti senti arriva-to, hai finito la corsa".

Anche Franco Battiato, inossidabile sperimentalista, ha un rapporto speciale con la macchina da presa: la sua opera prima "Perduto amor" gli ha fatto guadagnare il Nastro d'Argento 2004 come miglior regista esordiente in Italia. Il 17 novembre nell'Aula Meucci dell' Università Iulm di Milano, il cantautore siciliano riceverà un riconoscimento per la sperimentazione tra musica e cinema adottata nel suo secondo film Musikanten. Una storia delicata che vede Marta presentare al direttore di rete un nuovo programma. Poi l'incontro strano e affascinante con vari personaggi, con la consapevolezza che in un'altra vita la bella Marta sia stata un principe, amico e mecenate del grande compositore Beethoven.

Il fascino della settima arte continua ad invadare la sfera musicale, provocando suggestioni anche in coloro che avevano tra le mani soltanto un microfono e uno strumento. E così all'artista non basta più il suo microcosmo, ma occorre perforare altro, al di là della macchina da presa. Con stili e approcci diversi, Vasco Rossi e Franco Battiato ci stanno riuscendo.