Swiss Jazz Graffiti

Un'orchestra senza confini perchè il Jazz è libertà infinita

Una serata di musica particolare, difficile da comprendere immediatemente, ma davvero interessante. Ancora una volta il Teatro Studio si dimostra il luogo ideale per la sperimentazione e lo fa con Jazz al Piccolo. Il concerto Swiss Jazz Graffiti, organizzato in collaborazione con l'Istituto Svizzero di Roma, il Centro Culturale Svizzero di Milano e Pro-Helvetia, ha visto suonare insieme la Civica Jazz Band di Milano e alcuni dei più creativi autori elvetici.

Apre le danze Christophe Schweizer (trombone) con "Pentagram" e "Translucence", in cui i fiati, coperti da panni, prendono la forma di suoni traslucidi. Ed ecco Daniel Perrin che porta le menti lontano con il suo bandoneòn in "Le Jouets du Chindou" e "Elia". Uno strabiliante Claudio Puntin dà un'intensa prova fisica ed emotiva con "Papagayo de Tlaquepaque", quartetto per clarinetti con Mauro NegriGuido Bombardieri e Achille Succi, e con "Grissino" dove quasi fa beat-box col clarinetto. Altro gradito ospite è stato Franco Ambrosetti, in "Franco's Delight" di George Grunz e "Contempo Latinsky" di sua composizione.

Come sempre, bella la resa dell'ensemble degli allievi della Civica Jazz Band che interpretano i brani con la loro personale sensibilità, sotto la direzione dal Maestro Enrico Intra e con solisti Emilio Soana (tromba), Roberto Rossi (trombone), Giulio Visibelli (sassofoni), Marco Vaggi (contrabbasso), Tony Arco (batteria).

Un'orchestra senza confini che ci mostra quanta libertà vi sia nel Jazz... il Jazz come filosofia di vita, un momento con mille momenti racchiusi in sè, mille prospettive che cambiano e si moltiplicano.

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