Subsonica infinite emozioni in un mondo verde

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Subsonica, infinite emozioni in un mondo verde

AUTORE
Gianguido Fusi
DATA NEWS
lunedì 21 luglio 2008
ARGOMENTI
Subsonica, Milano Jazzin Festival, Arena Civica, L'Eclissi, Risparmio Energetico, Impatto Zero

La band torinese si scatena all'Arena Civica con tuffi nel sociale

In occasione del Milano Jazzin Festival, i Subsonica si sono scatenati all’Arena Civica in un concerto di due ore e mezza. In scaletta canzoni contenute nell’ultimo album, L’Eclissi, ma anche grandi successi della storia della band.

IERI E OGGI - Si parte subito forte e tra le prime c’è Discoteca Labirinto: la folla accorsa non si contiene più e anche senza volerlo si è inghiottiti in un “pogo” che è più simile ad una centrifuga che a delle spintarelle. Si è lì per divertitisi, e così è. Si prosegue con Alba scura e Glaciazione, con Nuova Ossessione, durante la quale Samuel fa un mezzo ruzzolone dal palco, per arrivare a Tutti i miei sbagli: i ragazzi e le ragazze presenti non sono stanchi e lo dimostrano urlando e saltando sempre di più e sempre più forte, buttando fuori tutto ciò che hanno dentro. Eccezionale anche il rapporto che i Subsonica sanno creare tra musica e luci: un palco ben allestito con pannelli luminosi ha creato un mix affascinante con il sound che si è tradotto in una sequenza di immagini visive perfette e coinvolgenti. In poche parole non hanno fatto mancare nulla al pubblico accorso in massa con le loro melodie groove  ed elettroniche che negli anni hanno permesso alla band di diventare tra i leader nel panorama musicale italiano.

IL MONDO È NOSTRO E DOBBIAMO RISPETTARLO – E’ questo il messaggio che hanno voluto comunicare durante tutto il concerto e c’è quindi anche un altro importante aspetto da raccontare al di fuori di quello musicale: la band è particolarmente sensibile al problema dell’inquinamento e di tutte le emissioni di CO2 che stanno avvelenando il mondo e per questo hanno deciso di spegnere le luci durante il concerto e di cantare Ali scure  al buio per dimezzare il consumo d’energia e per dire “basta” alla guerra del petrolio. Parte della performance, infatti, era stata alimentata grazie a pannelli solari appositamente installati sul palcoscenico. Un’idea, ma soprattutto una filosofia, che deve far riflettere e che speriamo in molti altri possano imitare e realizzare.

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