Subsonica

La band torinese regala al pubblico del DatchForum un bis di concerti irreali e zeppi di emozione

I Subsonica salgono sul palco con le luci del palazzetto ancora alte. E' subito delirio. Tutti i miei sbagli è rallentata, tutti la cantano con la commozione nella voce. L'atmosfera si fa irreale, buio totale, la gabbia di luci si accende. Lo show, perchè di questo si tratta, può cominciare.

DISCO LABIRINTO - Il nuovo tour dei Subsonica si prospetta altamente tecnologico, i musicisti sul palco sono posizionati tra due schermate di led, che creano fantastici giochi di luce dietro, e in alcune canzoni, anche davanti la band. Una performance anche visiva in cui l'elemento musicale e quello visuale si fondono, accantonando le soluzioni solamente riempitive delle luci. Un mare di fuoco li circonda, l'onda elettrica li percuote, le ali stilizzate di un aereo li sovrastano. Il palco assume le sembianze di uno screensaver, rendendo l'atto musicale sfuggente, i musicisti, ben allineati, sono ombre appiattite sullo sfondo.

COLPO DI PISTOLA - Ma dalla tecnologia, tanto amata dai nostri, esce un'esuberanza artistica e musicale notevole. I cinque riescono ad aprire la loro musica sofistica al grande pubblico, come dimostrano i numeri delle date milanesi, trasportando l'atmosfera del club (nell'accezione propria del termine) anche in un luogo immenso come il Datchforum, facendoti ballare, ma anche cantare a squarciagola le canzoni che ami. Che siano nuove come Veleno e il singolo apripista La glaciazione, o vecchie glorie come Liberi tutti, l'energia, l'emozione, resta; è come trovarsi in un momento magico di sospensione tra concerto rock e una serata in discoteca. Credo sia da imputare soprattutto alla loro bravura, all'affiatamento perfetto, e al suono ibrido, ormai collaudato, il loro successo discografico e live.

ALI SCURE - A questo punto viene da dire: Non solo dance. L'anima dei Subsonica, si sa, è variegata e hanno deciso di mostrarci un lato più "tranquillo", con tanto di Samuel con chitarra acustica. Suonano Lasciati, una canzone dall'album "Microchip Emozionale", la più conosciuta, ai non adepti, Incantevole e si cimentano anche con una cover di Angeles di Eliot Smith. Una dedica a Saviano, l'autore di Gomorra, ci ricorda come "ci sia gente che lotta per la libertà del nostro paese", mentre un'altra canzone Ali scure, racconta la tragedia della guerra, di tutte le guerre, "vista da chi sta sotto".

Il concerto si chiude dov'era cominciato, tra un ringraziamento agli spettatori e una promessa di tornare presto ( tra febbraio e marzo ), si consuma Tutti i miei sbagli, unica e originale, ed è dubito delirio. Le luci della discoteca labirinto si sono spente, non ci sono più centinaia di chilometri, ora bisogna uscire. Tanto prima o poi torneranno e tutto ricomincerà.