Sigur Rós

Dall'Islanda a Milano, il rock sinfonico e suggestivo dei Sigur Rós

Dal freddo di Rejkyavik è arrivato il 19 febbraio al Mediolanum Forum il rock sinfonico dei Sigur Rós, autori di una musica glaciale e potente come i vulcani della loro terra, l'Islanda. Un canto in hopelandic, lingua inventata da loro che sembra tradurre il linguaggio di qualche cigno o balena atlantica. Altre volte in icelandic, islandese appunto. Rarissime volte in inglese. Una cosa accomuna i tre fonemi: l'instabile leggerezza con cui Jonsi Birgisson, leader della band, rende epiche le melodie rarefatte e spesso basate su crescendo che ricordano Ravel e il suo Bolero.

SUGGESTIONI - Il pubblico della data milanese del Valtari Tour è presente al Forum, ma solo fisicamente. La suggestione dei suoni e delle immagini del gruppo provoca un trasporto emotivo senza precedenti. Seduti in tribuna, con gli occhi chiusi, sembra di stare nella chiglia di una nave spiaggiata o a Skogar, un villaggio di venti abitanti dell'Islanda del Sud. Oppure in cima a una diga con lo strapiombo alle spalle, sul fondo di un ghiacciaio, dentro una caverna. Tutti i luoghi in cui i quattro artisti hanno suonato veramente per omaggiare le loro radici e per trasportare poi ai fans le stesse emozioni a livello acustico e visivo.

E STATI D'ANIMO - Uno show che è anche gioia per il recupero del sound visivo pink floydiano (per il loro ultimo album sono stati pubblicati centinaia di video, riproposti nel live, girati da cineasti, fan, attori di Hollywood come Shia Le Boeuf). Alle loro spalle, in una schizofrenia visiva senza interruzioni, si alternano diversi stati d'animo. Il senso di soffocamento della ragazza che annega lentamente di Sæglópur (Lost at sea) o la dolcezza di Svefn-g-englar (Angeli Dormienti) in cui fragili e talentuosi performer affetti da sindrome di Down si lasciano abbandonare in un vortice di danze, sguardi e movimenti evocativi.

Ad arricchire la data milanese, il quartetto d'archi al femminile delle Amiina, da anni al fianco dei Sigur Rós. Il tutto diretto dall'archetto del violoncello con cui Jonsi suona la sua chitarra, che rende ogni cavalcata elettrica ancora più eterea, come le piume dei vestiti da loro stessi cucite.

Il gruppo ha in programma altre due date estive in Italia, il 26 luglio a Ferrara e il 28 a Roma. Da non perdere.