Riccardo Cocciante

Il pubblico del DatchForum viaggia con un cantastorie della musica italiana ed esplode con "Bella senz'anima"

Mentre i cugini francesi impediscono alle nostre aziende di avere mire espansionistiche oltre le Alpi (il caso Enel è emblematico), non accade lo stesso per la nostra musica: Riccardo Cocciante è un vero divo nella terra di Piaf, Aznavour, Brel e Gainsbourg. Provate a sussurrare ad un francese il nome “Richard” e vi sentirete catapultati in un repertorio di canzoni, molte scritte in francese ed inedite in Italia, che ci lasciano ad una riflessione: perché questa Italia smemorata, arruffona e qualche volta presuntuosa, dimentica con facilità i grandi cantautori?

Cocciante non si esibiva dal vivo nel nostro paese da otto anni. Ieri sera al DatchForum è stato emozionante rivederlo sulla scena: “Mancavo da molto tempo. E non posso nascondervi la mia profonda emozione – esordisce il cantautore – L’ultima volta che ho cantato a Milano mio figlio era piccolo. Adesso ha 15 anni ed è qui tra di voi. Ne è passato di tempo”. Diapositive ingigantite ci fanno attraversare lo spazio, il mare, città del mondo, le stelle, mentre a rompere il ghiaccio è Songs, track-list dell’omonimo album (Sony/BMG) che ha segnato il ritorno sul mercato discografico.

Il passato irrompe fin dall’inizio con classici come “Cervo a primavera”, “Celeste nostalgia” (il pubblico immagina lo sguardo intenso tra Calà e la Suma nel film dei Vanzina Sapore di Mare poiché il pezzo faceva parte della colonna sonora), “Quando finisce un amore”. L’apoteosi è con Cocciante al pianoforte che fa vibrare il Datchforum con “Bella senza anima”, “Se stiamo insieme” (scritta in coppia con Mogol e vincitrice sanremese), “Margherita”, “Questione di feeling” e “Poesia”. Il pubblico ripassa più di trenta anni di storia di raffinata musica italiana che spazia anche nei ricordi personali (“Indocina”), nella composizione francese che cerca amore (“Tellment”), nell’omaggio al maestro Hendrix con diapositive che spuntano fuori lapilli psichedelici (“Jimi suona”).

La vera sorpresa della serata resta l’esecuzione (è la prima volta in assoluto) di un medley di pezzi tratti dal suo musical Notre Dame de Paris, che ha fatto impazzire mezza Europa: da "Il tempo delle cattedrali" a "Bella", da "Luna" a "Balla mia Esmeralda". A concerto finito, il pubblico ha un modo per ritrovare Cocciante: ascoltando la bella raccolta Tutti i miei sogni (Sony/BMG, Euro 29,50) che ripercorre in 3 CD la storia di un grande chansonnier, che forse l’Italia aveva dimenticato ma ieri sera ha ritrovato.