Prodigy l'urlo della musica

Prodigy, l'urlo della musica

AUTORE
Amanda Sirtori
DATA NEWS
venerdì 23 aprile 2010
ARGOMENTI
Prodigy, Concerti, Recensioni concerti, The Prodigy, Dj Myke, Dj Aladyn
Un grande feeling col pubblico per un concerto breve e adrenalico

Il dancefloor dell'Alcatraz si scalda con Dj Myke & dj Aladyn per il set dei Prodigy. I due armati di tastiera e console si nascondono sotto i cappucci delle loro felpe scure. La musica picchia attraversando i generi e proponendo una versione alterata di Smells Like Teen Spirit, che mantiene, anzi, accentua la sua carica di ribellione generazionale.

Dopo un breve stacco tutto è pronto per i Prodigy. Un palco retroilluminato e fumoso accoglie la band, le luci rosse sui volti accentuano l'aspetto infernale e luciferino del palco. Un sabba musicale, una lotta tribale si svolge su e giù dallo spazio scenico. Dalle canzoni come Voodoo People, Warrior DanceInvaders Must Die all'incitamento da parte di Keith Flint e Maxim, più simile alla presenza scenica del rock o del rap. L'intera platea scende col calare dei beat e spicca un salto collettivo con l'esposione della musica. Un'ora e trenta sembra volare in fretta con il flusso d'adrenalina. Non mancano dalla scaletta Firestarter, Smack my bitch up e Breathe: le tre canzoni che li hanno fatti conoscere al grande pubblico nel 1997. Anche le nuove canzoni, però, scatenano il pubblico e i ritornelli vengono recitati come un mantra, o un canto di guerra.

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