Pianoforte da nuvole parlanti

Giovanni Allevi presenta dal vivo allo Smeraldo l'album "Joy" davanti ad una platea entusiasta

Il pubblico del Teatro Ventaglio Smeraldo accoglie con entusiasmo il nuovo tour del pianista Giovanni Allevi, che esegue dal vivo Joy, nuova fatica fiscografica.

NUVOLE SONANTI - Se lo avesse conosciuto Charles Schulz, il papà di Snoopy e company, gli avrebbe dedicato sicuramente una striscia, magari spodestando dal pianoforte Shroeder. Così Giovanni Allevi si sarebbe rinchiuso in una breve striscia del cartoonist americano per potersi dedicare alla sua passione: il pianoforte. "Quando sono tornato dall'ultima tournée in Cina - racconta al pubblico dello Smeraldo - ho avuto una crisi di panico. Tutto mi sembrava così incredibile. Durante quei dieci minuti in ambulanza, mi è venuta a trovare una melodia dolcissima che mi ha fatto compagnia fino al pronto soccorso. Così ho scritto questo pezzo, che apre il mio nuovo album Joy".

JOY - Panic apre questo concerto da settantacinque minuti, mentre "l'avorio" e "l'ebano" del pianoforte scandiscono i tempi di un tappeto musicale melodioso. Con la tecnica di chi si è nutrito a pane e conservatorio, Allevi allieta la platea milanese con un viaggio musicale che privilegia l'easy-listening. E pensare che una volta il pianoforte era sintomo di sbadigli e noia, per non parlare di chi stava sempre con l'orologio alla mano. L'effetto Allevi, disco d'oro per Joy, è contrario. Il tempo passa in fretta e il pubblico non vorrebbe mai staccarsi da quelle note: la voglia di farsi rapire dalla musica per vivere in un mondo fatto su misura (Portami via), il tratteggio di una città in movimento dove si assopisce la frenesia (Downtown), il flusso delle onde che guardano verso la terra dell'Est (Water Dance) o il viaggio stralunato in un piccolo aereo sul cielo americano (Viaggio in aereo).

MUSICA PER GLI DEI - Contano i sogni, le passioni, l'entusiamo per ciò che si ama veramente (Follow You), guardandosi attorno e facendo una caccia a tesoro alla ricerca di odori e atmosfere europee (Vento d'Europa) e ritenendo "il battito del cuore" il confine tra eternità e vita (L'orologio degli dei). Tutto torna ai primordi, come gli ingredienti della vita stessa (Back to Life), così come il jazz e le sue improvvisazioni finiscono su uno spartito sopra le righe (Jazzmatic) o le esuberanze compositive si rincorrono all'infinito (New Renaissance). E se la bellezza del capolavoro pittorico di Klimt si traducesse in musica? (Il bacio). Standing-ovation alla fine dell'esecuzione e richiesta di bis per ripescare dall'album No Concept. Allevi è spiritoso e nasconde la timidezza dietro la comicità da copione. E se questa musica svanisse col tempo? Ci auguriamo che resti nello scorrere del calendario per studiare da vicino questo crocevia, a metà strada tra pop e classica.  

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati