Perturbazione: emozionarsi con la musica

Perturbazione: emozionarsi con la musica

AUTORE
Amanda Sirtori
DATA NEWS
giovedì 29 luglio 2010
ARGOMENTI
Perturbazione, Concerti, Recensione concerti, Carroponte, Del Nostro Tempo Rubato
Il pop d'autore del gruppo scalda il Carroponte

I Perturbazione sono una band degna di nota sia dal punto di vista musicale sia umano. Lo hanno dimostrato con il concerto del 28 luglio al Carroponte. Un'esibizione che dal palco, hanno suonato la canonica ora prevista, si è prolungata anche fuori con un set acustico "per pochi intimi" in cui il gruppo (solo chitarre e violoncello) ha eseguito cover e brani propri. I Perturbazione hanno poche pretese, una di queste è fare buona musica, l'altra è coinvolgere il pubblico. D'altronde quando il pop è mezzo di espressione non banale è un piacere ascoltarlo, e muovere la testa a tempo, canticchiarne i ritornelli diventa naturale.

L'emozione è connaturata alla musica della band e il contatto umano è parte del pacchetto. Mentre i musicisti proseguono a suonare Tommaso (Cerasuolo, cantante del gruppo, ndr) si avvicina alle transenne, si siede e continua a cantare Arrivederci, addio. Il passo successivo è scavalcare la barriera e esibirsi in mezzo al pubblico. Scocca la mezzanotte e come Ceneretola i Perturbazione devono terminare il concerto, non prima di eseguire un'ultima canzone in acustico a bordo transenna: "Sfogarsi è un altro modo per urlare di esser vivi" (da Vomito! brano dell'album Del nostro tempo rubato).

Ad aprire la serata gli Io?Drama, una giovane band che introduce in canzoni, ora melodiche ora più energiche, testi non semplici e riflessivi.

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