Oregon

Un bagliore sul palco del teatro Manzoni. E Aperitivo in Concerto regala una domenica unica ed irripetibile

OREGON - Gli incontri a volte sono strani, casuali, destinati a diventare parte del futuro. Il futuro che non può essere presente ma deve proiettarsi verso la contemporaneità. Un Aperitivo in Concerto che non dimenticheremo facilmente quello di domenica in compagnia degli Oregon. Sul palco del Teatro Manzoni sale in forma smagliante un quartetto che ha dirottato il jazz verso incroci meticci: il batterista Mark Walker, il clarinettista Paul McCandless, Ralph Towner, storico chitarrista, che assieme al contrabbassista Glen Moore ha dato vita 35 anni fa a questa raffinata formazione.

IF -  La chitarra decisa di Towner tira fuori una cascata di note e, dopo un elaborato assolo, il concerto si apre con If, brano tratto dal loro ultimo album Prime. Ad accompagnarli in questa ultima domenica di ottobre ci sono due ospiti d'eccezione: la voce poco intrigante di Maria Pia De Vito e il trombone travolgente del prodigioso Gianluca Petrella. Il maestro Mccandless alterna oboe, corno inglese, sax soprano e clarinetto basso per produrre momenti di intensa musicalità nelle esecuzioni di pezzi come Paradise e The Glide

ALTROVE - Novanta minuti di musica di alto livello che testimoniano la sapienza di questi quattro musicisti che hanno saputo miscelare sperimentazione, ricerca concettuale, spunti etnici, melodia. Spazio anche alla pura improvvisazione con Free, dove il suono si spappola nella tribalità ancestrale. Bella anticipazione con Prime (disponibile on line), che diventerà un bonus track da inserire nel loro prossimo live. La performance si chiude con Doff ma questo concerto è diventato già memoria, momento irripetibile e chi non c'era si è perso un'opportunità di condivisione collettiva d'arte musicale.