Occhi azzurri, intensi e minacciosi, scrutano il pubblico dal palco del
Bloom. Gli occhi appartengono a Pierpaolo Capovilla, cantante e bassista dei
One Dimensional Man. La band dopo alcuni anni di fermo è al lavoro su un nuovo album, intanto la nuova formazione prova la chimica live con il nuovo batterista Luca Bottigliero, riproponendo una scaletta che pesca quasi completamente da
You Kill Me. L'album del 2001 che ha sancito il loro successo con un pubblico più ampio, partecipazione a
MTV Supersonic e video dell'omonimo brano in rotazione sui principali network musicali.
Una scelta giusta, o forse furba, per riprendere e rilanciare il gruppo. Ma ogni ragionamento si perde nel muro sonoro. Un frontale con la musica. Le note sembrano come strappate al basso. Una furia aggressiva che si sfoga girando in tondo, quasi fosse un animale in gabbia. Dall'altro lato del palco c'è Giulio Favero che percuote la chitarra. A chiusura del concerto il trio aggiunge un paio di brani inediti, concludendo con un bis che porta Rodrigo D'Erasmo, violinista degli Afterhours, sul palco per un finale ipnotico. Una frase, "
this strange disease", ripetuta come un mantra o un motto liturgico. L'adrenalina degli attacchi sonori post rock e noise scema lentamente con l'incedere del brano fino a sfumarsi nel silenzio.