Recensione concerto Luis Bacalov - Milano

Notte tanguera fra Milano e l'Argentina

Grandi applausi per laVerdi diretta dal Maestro Luis Bacalov, in occasione del Bicentenario

Instancabili battimani e standing ovation per Luis Bacalov all'Auditorium di largo Mahler. Milano, per celebrare i duecento anni della storica "Revolución de Mayo", ha invitato il Maestro argentino a dirigere l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, lo scorso 29 maggio.

QUESTIONE DI ARMONIA - "Il legame fra Italia e Argentina è da sempre noto – premette Gustavo Moreno, console generale dell'Argentina – la Storia e i fatti contemporanei ci hanno uniti. In Italia la nostra comunità è presente soprattutto dall'Emilia-Romagna in su, ecco perché abbiamo scelto di festeggiare questa notte a Milano". Più di due ore di emozioni in musica hanno cullato il pubblico dell'Auditorium. Protagonisti sul palco l'armoniosa Orchesta laVerdi, il sorridente Luis Bacalov (in veste di direttore e pianista) e l'intenso bandoneonista Gianni Iorio, in un concerto-viaggio fra le sensuali movenze del tango di Buenos Aires e i ritmi festaioli delle Pampas.

NON SOLO TANGO - Un treno che parte dalle opere di Bacalov (Caminos del Sur, Astoreando, Tangana Ostinato) e Piazzolla (Aconcagua, Oblivion) per approdare alle composizioni di Alberto Ginastera (Estancia). Giunti a destinazione il pubblico chiede di proseguire. Lo si accontenta proponendo il celebre brano composto per Il Postino, proseguendo con la storica El Choclo eseguita in assolo al pianoforte da Bacalov e chiudendo in festa con il bis di Malambo, tratto dalla suite di Alberto Ginastera. Pochi attimi di silenzio e il pubblico scoppia in un caloroso applauso. Ovazioni che ci auguriamo laVerdi possa sempre continuare a raccogliere. Perché la musica non è velleità, ma cultura, che nobilita i popoli e ne rivela le virtù.