Note senza tempo

Nostalgia e musica d’autore alla Cramps Night del Palasharp con gli Area, Finardi e Rocchi

Se all’ingresso del Palasharp non ci fossero stati i loghi del PD e il gazebo con le scope elettriche del futuro, lo scorso 7 settembre sarebbere potuto essere un qualsiasi mercoledì di fine estate del 1975. Sul palco, infatti, si sono avvicendati nomi storici della scena più eclettica e sperimentale della storia della musica italiana: gli Area, Eugenio Finardi e Claudio Rocchi, tutti artisti della Cramps, coraggiosa etichetta discografica indipendente che sulla scia degli entusiasmi giovanili post-sessantottini aveva la missione di dare voce e mezzi a performers fuori dai circuiti commerciali delle hit parade.

Nel pubblico molte facce da musicista e tanti signori nostalgici con gli occhi sul palco e la mente tra i ricordi. Ad aprire l’amarcord è stato Claudio Rocchi: chitarra e voce, tra testi dotti e critica sociale. Poi è il turno di Finardi, accompagnato da ottimi musicisti che offrono una sferzante scossa elettrica con chitarre distorte e violini spericolati. Ma il gran finale è tutto degli Area: un viaggio mistico tra lunghe digressioni strumentali in bilico tra prog e fusion attraverso brani simbolo della band come Arbeit macht frei e Cometa rossa. Si chiude con l’immancabile Gioia e rivoluzione, con Finardi umile vocalist d’eccezione in ricordo di uno dei più grandi talenti vocali di sempre: Demetrio Stratos.