Non solo amore per Damien Rice

Il cantautore irlandese si concede al rock nella poetica cornice di Villa Arconati

Nell'elegante cornice di Villa Arconati, Damien Rice si propone in versione live, attirando un ampio pubblico che attende trepidamente il suo ingresso in scena. Il palco, carico di strumenti, rivela la dimensione rock che prende forma durante lo show: chi aspetta dal dolce cantautore irlandese le melanconiche canzoni dell'amor perduto, si trova ad ascoltare molti brani rock con session prolungate aiutate dalla campionatura della voce dello stesso Damien.

IL CANTAUTORE DAMIEN - Le perle del primo album dell'ex cantante dei Juniper, dal titolo O, riportano all'immagine più consona del cantautore, spesso obbligato a declinare lo scomodo paragone con Nick Drake e Tim Buckley, ricordando scene di film accompagnate proprio dalla calda voce del musicista. Nella versione decisamente più rock che folk sono i brani del nuovo album 9 ad attirare l'attenzione, in particolare la voce dello stesso autore che, non cullandosi unicamente nelle atmosfere unplugged che caratterizzano i suoi brani più conosciuti, rivela una grinta cercata ma originale.

CANZONI A CUORE APERTO - Molte le donzelle mosse da infatuazione per il cantante tanto da accoglierne una sul palco per tradurre, innestando un siparietto basato su una storiella doppio senso. Così dalla preziosissima 9 Crimes, a Cold Water, Delicate, fino alla dolorosa Cannonball sono tutte missive per sentimenti epidermici, e quando la voce si fa più increspata e le chitarre più aggressive ogni espressione dell'amore è smascherata, senza vergogna nè timore. Bis con l'immancabile Closer-track Blower's Daughter, e uno stacchetto corredato da bottiglia di vino e improvvisazione cantata a cappella.