Niccolò Fabi Concerto Milano recensione

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Niccolò Fabi, il Piccolo Principe della musica italiana

AUTORE
Roberta Gibillini
DATA NEWS
mercoledì 11 maggio 2011
ARGOMENTI
Niccolò Fabi, Teatro Ciak, Solo tour, Parole Parole

Concerto autentico al Teatro Ciak per il cantautore romano, che incanta la platea

"Non è la vittoria, l'applauso del mondo/di ciò che succede il senso profondo". Così canta Niccolò Fabi, ma ciò non impedisce che uno scroscio di applausi lo accolga e lo accompagni nella tappa milanese del suo Solo tour, in un Teatro Ciak non sold out ma affollatissimo. Abbigliati dalla giacca di un frac e da pantaloni morbidi, la sua voce gentile e potente, i capelli riccissimi  ("una specie di medusa o foresta", ma questo pezzo - Capelli - non è in scaletta), increspati dal grigio dei suoi 43 anni e dal recente dolore personale per la perdita della figlia Olivia detta Lulù,  fanno il loro ingresso sul palcoscenico di via Procaccini. "Prepatatevi a un viaggio, riponete la borsa sotto il sedile davanti a voi e slacciate le cinture. Perché dove voglio portarvi non c’è alcun pericolo".

Una lampada, un piccolo divano, una tastiera, molte chitarre, un paio di microfoni e due palloncini colorati: sono la scenografia di questo tour teatrale, dove protagonista è il solo Niccolò Fabi, senza accompagnatori, senza cori. Per quelli c'è il pubblico, intonato ed entusiasta. A rompere il ghiaccio Dentro, seguono Evaporare, Senza rabbia, Oriente. Il pubblico partecipa a Il negozio di antiquariato con applausi sui versi "Allora io propongo per non fare confusione/a chi ha meno di cinquant'anni/di spegnere adesso la televisione". E poi La bellezza, Vento d’estate... Come un prestigiatore, Fabi registra un accordo di chitarra, un gorgheggio, e manda tutto in loop per poi cantarci sopra. Tra un brano e l'altro il cantautore porta fuori dal palco uno strumento o un arredo di cui può fare a meno. Finché solo note e parole arredano la scena:  sono le canzoni a riempire la sala di significati ed emozioni. Chiude Lasciarsi un giorno a Roma, la "bonus track" è Parole Parole, cover di Mina, arrivata con la rentrée di Fabi che brevemente ringrazia il pubblico alla sua maniera: con poche, semplici parole ma sincere. Qui sta la forza di questo Piccolo Principe della canzone italiana: nell'autenticità della parola, nella semplicità raffinata dei suoni che la accompagnano. Ogni brano è una poesia, un racconto riccamente sintetico di verità, mai banali e mai arroganti. "Non tutte le strade sono un percorso", canta Fabi ma quelle da lui battute musicalmente lo sono eccome. Intercettare questo percorso da ascoltatori è un piacere oltre che un onore.

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