Niccolò Fabi

Un raggio di sole disarmante

Pensi che per una sera non vuoi pensare e invece ti ritrovi al concerto di Niccolò Fabi. Come dolce apparizione, spunta in controluce, rayo de sol in un plenilunio ancor lontano. L'atmosfera raccolta del teatro Ciak giova di sicuro alle sue composizioni, gioielli di semplicità quotidiana, grazie alla tinta di quell'insostenibie leggerezza dell'essere che accompagna i giorni degli esseri viventi.

Tra una canzone e l'altra Niccolò dialoga col pubblico, dialoga con se stesso, gioca a fare il cantautore, ironizzando sulle situazioni. Le luci lo vestono di onirismo e nella sua musica, che ci sta donando, diviene un dipinto surrealista. Come un quadro di Magritte, i suoi testi vanno oltre il mero significato delle parole, rimanendo comunque di una purezza insolita, forse per questo tanto apprezzata dal pubblico. E come nuvole magrittiane i rapporti si separano per riunirsi. Niccolò racconta storie che ha indossato... per costruire bisogna rinunciare alla perfezione, ricercando la serenità agognata. Alzi la mano chi ha gioia! Lui e i musicisti la alzano. Io alzo la mia e così fanno altri attorno. Le partenze son fatte per andare a conoscere il mondo, ma poi si torna a casa per conoscere se stessi.

Molti i brani dell'album di inediti "Novo Mesto" e molti i pezzi a cui tutti ormai sono affezionati, "Capelli", "Vento d'estate", "Rosso", "Mimosa", "Lasciarsi un giorno a Roma", "Il negozio di antiquariato". Scende qualche lacrima qua e là, si sorride al raggio di sole che dal palco illumina tutti con la sua disarmante spontaneità e quel raggio di sole sorride a noi. Se potesse ci abbraccerebbe tutti, lo so... Chissà quante storie si celano dietro i volti che mi stanno attorno, storie che rivivono una ad una nelle canzoni. La musica come esperienza di vita condivisa, come il mostrarsi per quello che si è con le proprie debolezze. La musica come legame indisruttibile... la musica come ce la dipingono gli occhi guizzanti di Niccolò Fabi.

Grazie davvero, Niccolò!