Musica in stile "Lumbard"

Dai Longobardeath a Mele spinte: i giovani riscoprono il dialetto nelle canzoni

L’inglese è la lingua dominatrice del mercato musicale. Ci mettiamo lì a tradurre parola per parola, senza sforzarci mai di tirar l’orecchio fuori dal guscio. Il vicino di casa che canta in dialetto lombardo sembra una cosa di altri tempi, ma ci sono diverse giovani band che usano la lingua della propria terra per tradurre la musica in storie. “Utilizzando il dialetto si riescono a far riaffiorare valori profondi con estrema semplicità e immediatezza”, replica Mario Benetti della band milanese Mele spinte.

METAL –  La musica metal si fabbrica a pochi passi da voi, in Lombardia occidentale. I Longobardeath fanno musica rock e metal in insubrico, il dialetto che si parla in zone come il varesotto e il comasco. Il gruppo suona dal 1993 ed è capeggiato dallo spassoso Uk Milk. Le loro canzoni spaziano da argomenti scansonati ai temi sociali ed è per questo che il cd Polenta Violenta (2007) conquista subito il pubblico. Loro sono coinvolgenti e nella canzone che dà il titolo all’album invitano tutti a “lasciar perdere la cocaina” e tornare ai vecchi valori del territorio con “un buon bicchiere di birra e un piatto di polenta”.

HARDROCK E MELODIC PUNK -  Lalo, Donat, Poncho e Daiv sono le colonne portanti dei Vomitiors, che portano in giro dal Canton Ticino un hardorock e un punk melodico  da fare un baffo a chiunque. Nel ’92 suonano dal vivo per la prima volta nella Valle Onsernone, ma la loro discografia si è fermata al 1998 con l’album Del cul fece trombetta. Di tanto in tanto, tornano a suonare dal vivo rovistando nel loro repertorio.

MILANO IN MELODIA – A sbandierare l’esuberanza meneghina ci pensano con successo dal 2003 Mario Benetti e compagni, fondatori delle Mele spinte. Il loro piccolo gioiello è Grandi storie di un piccolo mondo, distribuito dalla Universal, dove i cambiamenti di Milano sono fotografati con ironia e riflessione: da Risturant Cines a El Sacocia, e l'ascoltatore si mette a caccia di minuscole polaroid di tutti i giorni. Nella formazione c'è anche la voce femminile di Barbara Bertolo.

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