Concerto Pelican Milano

Musica di poche parole. Il post-rock targato Pelican

Al Magnolia, suggestoni strumentali tra metal e ritmiche rigorose

Il basso abbandonato accanto ai pedali, le minuscole gocce di sudore che luccicano sulle assi del palco, il riverbero che muore piano sotto le luci rossastre. Raccontare la fine per capire l'inizio del viaggio con i Pelican. Il quartetto americano ha fatto tappa al Circolo Magnolia il 18 aprile, unica data italiana del tour europeo.

Nella penombra la chitarra parte timorosa, allarga le gambe per mantenere meglio l'equilibrio ed esplode. I suoni selvatici vengono ingabbiati in ritmiche rigorose, le linee di basso collidono con le chitarre e si addomesticano a vicenda. Nessuna voce umana interrompe il dialogare sinuoso della strumentazione. I brani si sviluppano con movimenti ondulatori. La calma limpida sfocia in crescendo fragorosi e possenti, dando sfogo al loro lato più propriamente metal. Ad aprire la serata un altro gruppo di poche parole, gli Ornaments. Le atmosfere post-rock cullano l'ascoltatore mentre i tagli obliqui delle due chitarre lo riportano alla realtà. Un sound oscuro e brillante come una notte fredda e limpida.
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