Motorpsycho

La band norvegese ha fatto sold out al Bloom. Incantesimo rock

Ecco cosa provano le sardine stipate in un barattolo. Il Bloom nella serata del 7 maggio sfrutta ogni suo centimetro per contenere il pubblico dei Motorpsycho. La band norvegese, a cui fanno capo Bent Sæther e Hans Magnus Ryan, ha fatto sold out e si vede. Per vedere il palco bisogna allungare il collo e sovrastare e le numerose teste, le luci abbagliano e fanno risaltare le sagome dei quattro musicisti. Le note investono i corpi.

Il gioco inizia con Hell, part 1-3 e August, due estratti dall'ultimo album "Still Life with Eggplant" (2013, Stickman Records/Rune Gammofon). I minuti volteggiano, dilatano e svaniscono. Le lunghe parti strumentali svelano il lato più lisergico del gruppo, frasi ipnotiche come in Barleycorn e Taifun, lanciano l'ascoltatore in un mondo parallelo. Il vociare di alcuni viene subito zittito dalla maggioranza per non interrompere l'incantesimo. L'anima irruente non tarda molto a riemergere, dal mare oscuro sale fino ad esplodere in brani quali Un chien d'espace e Cornucopia.

Nessuna esitazione da parte dei Motorpsycho, solo una piccola pausa e si rimpossessano del palco per suonare nella sua interezza Blissard, disco edito nel 1996. Più istintivo rispetto ai lavori degli anni zero ma già ricco di minutaggi generosi e atmosfere alternate, tra estatico e aggressivo, vedi alla voce "S.T.G.". Una band che ha suonato infaticabile per tre ore. Una band che ha saputo sviluppare i propri germi musicali e rinnovarsi. Una band che ha saputo conquistarsi un pubblico fedele. Più di vent'anni di carriera e la grinta dei ventenni. Ci si vede al prossimo album.